Efficienza sostenibile negli uffici della II modernità


Recenti studi affermano che le attività a reale valore aggiunto in ufficio non superano oggi il 5% delle ore lavorative e che, mediamente, un impiegato subisce più di 70 interruzioni al giorno. I riflessi negativi della cosiddetta “Società della Conoscenza” sulle persone, sono l’ansia di adattamento a situazioni in continua evoluzione, e problemi di disorientamento causati dal sovraccarico cognitivo che non lascia il tempo a valutazioni qualitative sul lavoro che si svolge. Oggi è possibile porre fine a tutto ciò.

La Edizioni LWS Lean Workspace, ha pubblicato un importante saggio dal titolo: “Esistenza, Spazio e Ufficio” su come recuperare efficienza in ufficio (si parla fino al 70%!) generando benessere ai suoi abitanti.

Che sia un nuova chiave “etica” per ricostruire le imprese della II modernità combattendo gli sprechi e fidelizzando la tanto vituperata forza “intellettuale” delle imprese: i cosiddetti “colletti bianchi”?

Sembra di si: o così per lo meno sostiene il suo autore forte di una esperienza invidiabile nelle multinazionali del settore della produzione di arredi per ufficio.

Egli sostiene:

“Noi aiutiamo le imprese ad affrontare le problematiche dell’efficienza nel mondo dell’ufficio partendo dalle fondamenta esistenziali dell’uomo ed analizzando tutte le molteplici perturbative che ne affliggono il compito lavorativo attraverso un percorso di rilettura dello spazio esistenziale che, nel mondo dei white collars, vuole restituire alla persona una nuova dignità intellettuale, più umanizzata e meno approssimativa. Lo spazio di relazione viene affrontato, dal micro al macrocosmo, analizzando tutti i livelli di interazione tra l’uomo ed il suo ambiente di lavoro. Partendo radialmente dal mondo degli oggetti, del corpo, della dimora lavorativa, del contesto urbano, fino ad arrivare al paesaggio – azienda. La relazione tra i vari livelli viene ricostruita da zero in una logica contestuale che tocca aspetti storici, psicologici, ergonomici, prossemici ed ambientali generando le fondamenta di una nuova disciplina che abbiamo definito, parafrasando i concetti di “Lean” dell’era efficientista della prima modernità: Lean Workspace Activities. Il fine è definire le nuove regole per il recupero dell’efficienza, attraverso la generazione di benessere psicofisico.”

L’autore si rivolge a 360 gradi a tutti gli operatori grandi e piccoli del settore (imprese private e pubbliche) ma anche a chi ha un semplice ufficio popolato di pochi ma preziosi collaboratori, nel tentativo di diffondere nell’era della Knowledge Society, una coscienza di “efficienza sostenibile” legata a principi etici, spaziali e di benessere ambientale.

Il saggio si può ordinare comodamente all’indirizzo del sito di riferimento: www.leanworkspace.com

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