Comincia a scuola l’ABC della sicurezza


Settembre, tempo di scuola… “tempi duri” per i ragazzi che devono affrontare il rientro in classe dopo la lunga pausa estiva. Ma se le aule sono “a norma” -e quindi luminose, comode e con arredi ergonomici e sicuri- tutto diventa più facile!
Le condizioni ambientali delle aule e dei locali scolastici sono infatti estremamente importanti per chi “vive” la scuola”: ecco quindi che giunge in un momento particolarmente opportuno la nuova edizione della norma UNI EN 14434 che, tra le altre superfici verticali di scrittura, specifica anche i requisiti ergonomici, tecnici e di sicurezza delle lavagne, sia quelle montate a parete sia quelle autoportanti che vengono utilizzate nei locali adibiti a fini scolastici e formativi.

La norma si applica a tutti i tipi di lavagna: da quelle verticali a rullo o a cavalletto, a quelle che scorrono sia orizzontalmente che verticalmente, dalle superfici verticali inclinabili (ad esempio schermi per lavagne luminose) a quelle verticali a parete. E ancora: dalle lavagne a scorrimento su guida alle le superfici verticali a cavalletto dotate di blocco (lavagne a fogli mobili)….

La norma ha l’obiettivo di prevenire lesioni gravi durante il normale utilizzo delle lavagne: per questo motivo specifica, ad esempio, che nessuna parte della superficie verticale deve costituire un potenziale pericolo per l’utente e che la superficie deve essere tale da evitare danni agli indumenti e macchie durante l’utilizzo.

Tutti i bordi e gli angoli accessibili devono essere arrotondati o smussati e non devono avere bave. Le estremità cave devono essere incappucciate o chiuse in altro modo.
Tra le varie parti della lavagna che si muovono in relazione l’una all’altra deve esserci sempre una distanza di sicurezza che deve essere meno di 8 mm o più di 25 in ogni posizione durante il movimento.
Le lavagne “a norma” vengono sottoposte a prove per verificarne l’attitudine alla scrittura e alla cancellazione, la resistenza all’abrasione, alla graffiatura, all’urto e alla macchiatura.
E siccome le lavagne non devono essere solo sicure ma anche facili da usare, la UNI EN 14434 fornisce alcuni requisiti ergonomici, come ad esempio il posizionamento di comandi e maniglie. Infine la norma stabilisce la documentazione che deve accompagnare questi prodotti come, ad esempio, le istruzioni per il montaggio e l’installazione.

Non meno importanti sono gli altri arredi che si trovano nelle aule scolastiche: parliamo per esempio di banchi e di sedie. Le norme della serie UNI EN 1729 indicano proprio i requisiti che garantiscono la sicurezza d’uso di questi arredi in modo da permettere anche una corretta postura degli studenti.
Si tratta di norme che recepiscono gli standard europei sugli arredi scolastici e che fissano nuove dimensioni per banchi e sedie in linea con le attuali tendenze che registrano un innalzamento dell’altezza media ed un incremento di bambini dalla conformazione fisica robusta. Le norme stabiliscono i requisiti di sicurezza e i metodi di prova per riconoscere gli arredi scolastici “a norma”, dunque sicuri.
In tema di sicurezza la norma stabilisce che gli spigoli (della seduta, dello schienale o comunque di tutte le parti con cui l’utilizzatore può venire a contatto) devono essere arrotondati con un raggio minimo di 2mm. Le superfici devono essere lisce, le estremità rivestite per evitare di generare schegge taglienti.

Ogni sedia o banco “a norma” deve superare una serie di prove di laboratorio tra le quali quelle di stabilità (ad esempio, applicando dei pesi con una forza orizzontale in avanti pari a 20 N la sedia non si deve ribaltare o spostare), di resistenza (dopo aver posizionato un peso sul banco o sulla sedia campione non si devono verificare rotture o deformazioni permanenti), di durata (si applica una forza di 1.250 N sul sedile e di 300 N sullo schienale per 100 mila volte) e d’urto (ad esempio la sedia campione viene colpita per 10 volte da un peso che cade da un’altezza che può variare dai 18 ai 30 cm). Al termine delle prove il prodotto deve essere stabile e deve continuare ad espletare la propria funzionalità.

In relazione all’altezza dello studente (si parte da un minimo di 80 cm per i bambini fino ad arrivare ai ragazzi delle scuole superiori che possono superare i due metri di altezza), le norme assegnano agli arredi scolastici delle vere e proprie “taglie”. Per fasce di altezza omogenee si può quindi disporre di banchi e sedie delle misure più idonee. In questo modo le norme intendono favorire l’adozione di una corretta postura contribuendo allo sviluppo psicofisico di bambini e ragazzi che ormai trascorrono gran parte della loro giornata a scuola.

Per una corretta postura, la norma prescrive che lo schienale debba avere un’inclinazione compresa tra i 95° e i 110°, questo indipendentemente dalla statura dello studente.
Le norme fissano le dimensioni del “banco europeo” anche in relazione alla crescente diffusione dell’utilizzo di PC nella didattica. Gli arredi scolastici a norma sono progettati in modo che gli studenti possano appoggiare le braccia mantenendo le spalle rilassate sia che si trovino dinanzi ad un monitor sia che siano alle prese con i più tradizionali quaderni a righe o quadretti.


Come assicurarsi che la scuola frequentata dai nostri figli metta a disposizione arredi scolastici a norma? Le sedie e i banchi scolastici dovranno recare ben visibili:

  • la “taglia” o misura del banco (ad ogni misura corrisponderà un codice di diversi colori)
  • il nome o logo del fabbricante, del distributore, dell’importatore o del venditore
  • la data di fabbricazione che specifichi almeno l’anno e il mese di produzione.

Infine, un altro aspetto importante che influisce sul comfort delle aule scolastiche è quello dell’illuminazione. Proprio di questo si occupa la UNI 10840 che specifica i criteri generali per l’illuminazione artificiale e naturale delle aule e di altri locali scolastici, in modo da garantire condizioni che soddisfino il benessere e la sicurezza degli studenti e degli altri utenti della scuola. I locali scolastici vengono utilizzati prevalentemente durante le ore diurne, perciò la UNI 10840:2007 fornisce le prescrizioni generali sia per l’illuminamento artificiale sia per l’illuminazione naturale.

Per i livelli di illuminamento e le prescrizione generali sull’illuminazione artificiale la norma fa ampio riferimento anche ad un altro documento normativo: la UNI EN 12464-1 “Luce e illuminazione- Illuminazione dei posti di lavoro – Posti di lavoro in interni”.
Tale norma prevede che i requisiti illuminotecnici debbano soddisfare tre esigenze fondamentali:

  • il comfort visivo, cioè la sensazione di benessere percepita
  • la prestazione visiva, cioè la possibilità da parte degli studenti/lavoratori di svolgere le proprie attività anche in condizioni difficili e al lungo nel tempo
  • la sicurezza, cioè la garanzia che l’illuminazione non incida negativamente sulle condizioni di sicurezza degli studenti.

Tra i principali parametri che caratterizzano l’ambiente luminoso – e che devono essere considerati in fase di progettazione – troviamo, ad esempio:

  • distribuzione delle luminanze: una luminanza ben bilanciata è necessaria per aumentare la nitidezza della visione, la sensibilità al contrasto e l’efficienza delle funzioni oculari
  • illuminamento: la sua ripartizione influenza notevolmente la percezione del compito visito e la sua esecuzione in modo rapido e sicuro
  • abbagliamento: può causare errori, affaticamento e incidenti; questo fenomeno può essere evitato per esempio con un’adeguata schermatura delle lampade o con la copertura delle finestre mediante tende e schermi idonei
  • aspetti del colore: devono essere considerati sempre separatamente i due attributi di apparenza del colore e di resa del colore
  • sfarfallamento ed effetti stroboscopici: lo sfarfallamento provoca distrazione e può dar luogo per esempio a cefalee; gli effetti stroboscopici possono comportare situazioni di pericolo
  • risparmio energetico: l’impianto dovrebbe soddisfare i requisiti di illuminazione di uno specifico spazio senza comportare sprechi di energia; questo richiede un’attenta valutazione dei sistemi di illuminazione, delle apparecchiature dei dispositivi di controllo e della luce naturale disponibile
  • luce diurna: può fornire tutta o in parte l’illuminazione necessaria. Tuttavia la luce naturale cambia nel corso della giornata producendo percezioni diverse dell’ambiente circostante. D’altra parte – a causa del flusso luminoso orizzontale che proviene dalle finestre laterali – la luce naturale può essere utile per la creazione di una particolare distribuzione delle luminanze nell’ambiente scolastico).

La UNI 10840 riporta – in un apposito prospetto – gli illuminamenti medi mantenuti previsti per vari tipi di interni, compiti o attività che vengono svolte all’interno dei locali.

Per “illuminamento medio mantenuto” si intende il valore al di sotto del quale l’illuminamento medio, su una specifica superficie, non può mai scendere. Il prospetto riporta questi valori a seconda dei locali considerati: aule scolastiche, sale lettura, aule educazione artistica, laboratori linguistici, ingressi, corridoi, sale professori, mensa, bagni, etc..
Gli illuminamenti indicati in tale prospetto si riferiscono in generale alla superficie di lavoro orizzontale ad un’altezza di 85 cm dal pavimento. Per altre posizioni della superficie di lavoro l’illuminamento medio mantenuto deve riferirsi alle situazioni specifiche (per esempio ad altezze diverse nel caso si tratti di aule di asili nido o scuole materne, o verticale per la lavagna, etc).
Per l’illuminazione artificiale la norma prescrive i valori del fattore medio di luce diurna per gli stessi tipi di interni, compiti o attività dell’illuminazione artificiale.
Il fattore medio di luce diurna viene calcolato usando una formula (equivalente a quella contenuta nella Circolare del Ministro dei Lavori Pubblici n° 3151 del 22 maggio 1967) che fa riferimento ad un modello semplificato dell’ambiente.
La parte finale della UNI 10840:2007 definisce i criteri da adottare per le verifiche illuminotecniche.

Infine, un’appendice informativa, fornisce i criteri e le formule per la verifica dell’indice di abbagliamento per la luce diurna DGI con, in bibliografia, alcuni testi o documenti che è possibile consultare per approfondire temi legati all’illuminazione naturale.

Fonte: Comincia a scuola l’ABC della sicurezza.

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