Il Rapporto di S&P: alcune banalità, alcuni spunti interessanti e qualche contraddizione…


Vediamo un po’ il famoso documento di S&P. Allora ci sono alcune cose veramente banali.
Ad esempio :

“In our opinion, the measures included in and the implementation timeline of Italy’s National Reform Plan will likely do little to boost Italy’s economic performance, particularly against the backdrop of tightening financial conditions and the government’s fiscal austerity program.”

Ma va ? Cavolo, aspettavo uno laureato ad Harvard per farmi dire che una finanziaria da 60 Miliardi di tasse potesse  fare poco per la crescita.  Che scoperta !

“Our reduced expectations concerning Italy’s growth prospects also reflect key structural impediments that we have written about before:

• Low labor participation rates and tightly regulated labor and services markets;

• What we consider to be an inefficient public sector; and

• Relatively modest foreign investment inflows.”

Mhh bene. Nel settembre 2011 S&P scopre che in italia il mercato del lavoro è rigido ed inefficente, che il settore pubblico è inefficiente e per questo vi sono poche aziende straniere che investono. Che stiano incominciando a leggere “Rischio Calcolato” ? Che abbiano letto un certo articolo sul NYT che parlava di un comune del sud con un dipendente pubblico su 10 ? Sono problemi che ci portiamo dietro da40 anni, o anche prima…

“In our view, the authorities remain reluctant to tackle these issues. For example, we note that in the July 2011 political discussions about the Decree Law No. 98/2011 (converted into Law No. 111/2011), several proposed supply-side measures, including the liberalization of professional services, were shelved or delayed because of opposition within the governing coalition and in parliament.”

Beh  si, qui hanno centrato proprio bene il problema. La parte di liberalizzazioni e stimoli del decreto fiscale è andata a farsi friggere.  Peccato non parlino di riduzione dei costi…

“However, we think that the government’s projection of a €60bn savings may not come to fruition for three primary reasons:

• First, as described below, we view Italy’s economic growth prospects as weakening;

• Second, nearly two-thirds of the projected budgetary savings in the crucial 2011-2014 period rely on revenue increases in a country already carrying a high tax burden; and

• Third, market interest rates are anticipated to rise.”

E si questo pezzetto se lo dovrebbe leggere bene Tremonti, e poi tradurlo in Italiano ed in Dialetto per Berlusconi e Bossi. Inutile coprire di tasse la nazione già stremata dalle stesse e senza prospettive di crescita.

“Our macroeconomic analysis also illustrates Italy’s main credit weakness: Even under pressure, Italian political institutions, incumbent monopolies, public-sector workers, and public- and private-sector unions impede the government’s ability to respond decisively to challenging economic conditions.”

Checchè ne dica Berlusconi, questo pezzetto non è un attacco politico o dei media , ma una sacrosanta verità. I monopoli pubblici e privati e i sindaci burocraticizzati sono il grande freno di ogni possibile azione di governo. Peccato che S&P non ne tragga anche altre conclusioni : un cambio di governo verso il CS non risolverebbe NESSUNO di questi problemi, anzi li peggiorerebbe.  Ci vorrebbe un oggettivo scioglimento non del parlamento, ma di tutto il governo centrale. La sua sparizione sic et simpliciter.

“In addition, we view both household and corporate balance sheets as relatively strong, which should enable the government to tap local savings on a scale that could permit a more gradual fiscal adjustment than for some of its southern European neighbors. As of year-end 2010, Italy’s nonbank sector remains in a substantial net external creditor position, while the public sector’s net external liability is equivalent to €804bn”

le cose sono gravi, ma non gravissime. Anzi, con qualche mossa azzeccata si potrebbe raddrizzare la situazione. Precedentemente addirittura si poneva come possibile un outlook positivo, al realizzarsi di riforme sostanziali.
In Definitiva S&P dice alcune cose banali, vedendo solo ora problemi vecchi che avrebbe potuto punire precedentemente, ed è questa forse la parte “Politicamente ” più di parte. D’altro lato mette bene in luce come la riforma di fine agosto sia DANNOSA per la crescita, tagliando la possibilità reale di pareggio di bilancio perchè tarpa la crescita economica e quindi le possibili entrate fiscali.
La contraddizione però è questa : S&P ha spesso accusato i paesi mediterranei (Grecia in testa) di non essere in grado di applicare politiche fiscali sufficientemente rigide. Il nostro governo cerca di chiudere il deficit con questa riforma (sbagliata) e viene subito punito. Berlusconi e Tremonti hanno fatto degli errori colossali, però, effettivamente, c’è anche un po’ di accanimento su di loro…….

Fonte: Il Rapporto di S&P: alcune banalità, alcuni spunti interessanti e qualche contraddizione.

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