Crisi Banche Europa e le tonnellate di denaro


, e non solo . Per salvare il sistema ci va una quantità di denaro spropositata.

Le voci che ieri sera ho scritto su Commerzbank continuano a non essere confermate (in quanto gli aiuti non sono ancora partiti, purtroppo l’ammissione è legata all’esecutività). Ma se Commerzbank non è in ottime acque, posso anche dirvi che è in buona compagnia. Infatti mi giunge voce che diverse altre banche tedesche rischiano le penne. Volete ancora qualche nome? Mamma quanto siete curiosi… Evvabbene, si tratta di NordLB, WestLB, Helaba. Solo rumors, bene inteso. Però… l’EBA la pensava diversamente… Ma allora a cosa diavolo serve l’EBA?

Ma come, un gigante come Commerzbank, sanissima stando ai giudizi dei banchieri tedeschi, non riesce a trovare sul mercato 5,3 miliardi di euro per rifinanziarsi? I 18 miliardi di euro già ricevuti dal governo nel 2008 e 2009 (lo Stato detiene un quarto della banca) non sono stati sufficienti a rimettere in ordine i bilanci? Cosa c’è sotto l’insondabile livello 3, nemmeno l’Eba vuole saperlo, della banca teutonica? E cosa rende Commerzbank così debole? L’esposizione obbligazionaria al debito spagnolo e italiano.
Eppure sempre l’Eba pare essere stata molto più clemente con le banche tedesche che con quelle italiane rispetto alle necessità di rifinanziamento, dovute proprio alla ridenominazione a “junk” del debito sovrano dei cosiddetti paesi Piigs. Non a caso, l’Abi, l’Associazione delle banche italiane, è pronta a intraprendere tutte le strade, comprese quelle legali, contro l’Eba e le sue richieste di aumenti di capitale fino a 15 miliardi. Per il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, gli stress test dell’Eba sono «un esercizio sbagliato nel merito e nel metodo che non tiene conto delle specificità delle banche italiane, anzi le offende profondamente. Fare riferimento ai cds per valutare la stabilità dell’emittente è come dire al lupo di badare alle pecore. È un evidente ingiustizia, chi scrive le regole deve esercitare l’arte del discernimento e della conoscenza prima della tecnica». (Source)

Ok, Mussari… da che pulpito. Ma concordo con lui che l’EBA qualcosa ha cannato. O forse ha dovuto essere più “leggera” con qualcuno, chissà… Ma siccome ci stiamo avvicinando al Natale e a Natale siamo tutti più buoni, preferisco lasciar perdere.

Ma se parliamo male della Germania, come non parlar male della Francia (par condicio, sennò si offendono!). Da tempo si parla di grosse banche francesi al collasso. I nomi sono i più noti. In primis SG, ma poi anche BNP e CA (Société Générale, BNP Paribas, Credit Agricole).
E poi… e poi certo, le italiane pure loro non scherzano: Unicredit, MPS, UBI, Banco Popolare… Solo Intesa San Paolo sembra un passo avanti alle altre.

Clicca per ingrandire!

Questa infografica del WSJ  è interessantissima e ricchissima, e mette in evidenza la critica situazione del settore bancario Europeo.
Da prendere, da stampare e da appendere al frigo.
Ma oggi voglio proprio esagerare e vi faccio un regalo, uno degli ultimi e poi mi eclisserò seppellito da una massa di CDO, ABS e CDS…
Buttiamo un occhio alla leva finanziaria. Si parla di . Ma mi risulta che in ambito Europeo il deleveraging sia ancora in alto mare.
Eccovi l’elenco delle Big Bank (Banche europpe) che ancora stanno affogando nella melma della leva finanziaria. Tenente conto che il mix micidiale è composto da leva finanziaria, esposizione ai PIIGS, delinquency rate, crisi liquidità.
E direi che in Europa siamo messi, oggi, molto male in tutte queste categorie.
E la tabella è ILLUMINANTE. Può bastare l’elenco? I nomi sono altisonanti. La leva finanziaria ancora elevatissima e le cose da fare in ambito di risanamento sono tantissime. Ma ci sono delle impellenti necessità di liquidità. Guardate questa tabella e meditate…

Leva Finanziaria

Chiudo con una nota di GMO, che può aiutarci (se era il caso) a capire ancora meglio la drammaticità della situazione.

Recapitalization efforts by European banks are starting to gear up. Within the last few weeks, the Italian bank Unicredit has scheduled a new capital raising of 7.5 billion euros; Commerzbank of Germany has replaced preferred bonds with equity; Spain’s BBVA has sold a mandatory convertible bond worth 3.5 billion euros to retail customers; and Spain’s Santander has sold a stake in its Chilean subsidiary, scheduled a group placement of holdings in the Brazilian subsidiary, and announced a deal to sell 95% of its unlisted Colombian subsidiary. The family jewels are being sold.
I believe those deals are merely the beginning. The capital needs of European banks are large – in some scenarios dwarfing the 100 billion euros identified by the Europeans earlier this year even without incorporating the needs that might arise from a European or global recession. Spanish and Italian banks face the greatest needs, but there are plausible scenarios that would also generate large capital calls from French and German banks.
In any case, you can bank on it: European banks need tons of money. (Source)

TONS of Money. Ve lo devo tradurre o ci arrivate da soli?

Stay Tuned!

DT

Fonte: Crisi Banche Europa e le tonnellate di denaro | IntermarketAndMore.

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  1. LE BANCHE FINANZIANO I GOVERNI I QUALI DANNO I SOLDI ALLE BANCHE… « leanworkspace

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