La Cina, il 2012 ed il Crack-Up Boom di Von Mises


di Darryl Robert Schoon

Il boom del credito è costruito sulle sabbie delle banconote e dei depositi. Deve crollare […] Se l’espansione del credito non viene fermata in tempo, il boom si trasforma nel crack-up boom; inizia la fuga verso i valori reali, e l’intero sistema monetario affonda.Ludwig von Mises, Azione Umana, 1949

Ho partecipato alla Canton Trade Fair nell’Ottobre del 1976. Tutti i Cinesi, uomini e donne, erano vestiti con camicie blu e pantaloni blu, le biciclette erano il principale mezzo di trasporto in Cina, il Presidente Mao era appena morto ed il mantra della Cina, “Continueremo a sostenere le politiche del Presidente Mao Tse-Tung ed a criticare le politiche di Deng Xiao-Ping “, era conosciuto in tutto il mondo.

Ma tre anni dopo, quando ricevetti gli inviti della Casa Bianca per partecipare al ricevimento del Vice-Premier della Repubblica Popolare Cinese a Washington DC, fu Deng Xiao-Ping che arrivò; non un erede dei precetti rivoluzionari del Presidente Mao.

Nel 1977, Deng Xiao-Ping strappò il potere agli ideologi comunisti della Cina e nel 1978 aprì l’economia socialista della Cina alla proprietà privata. Nel 2005, il settore privato in Cina si sarebbe esteso al 70% della sua economia e la Cina sarebbe diventata una potenza economica in soli 25 anni.

Mentre Mao Tse-Tung aveva allontanato con successo la Cina dalla sovranità occidentale, fu Deng Xiao-Ping che mise la Cina sulla strada del potere finanziario e geopolitico; un percorso che sarebbe stato tanto rapido quanto insostenibile — poiché la crescita esplosiva della Cina è stata fondata in gran parte sull’eccessiva creazione di credito in Occidente.

2 La Cina, il 2012 ed il Crack Up Boom di Von Mises
Fonte del Grafico – wikimedia.org

La rimarchevole crescita del PIL della Cina riflette la rimarchevole crescita del Dow nello stesso periodo.

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La correlazione tra l’aumento del PIL della Cina e l’aumento del Dow è inconfondibile. E’ anche il motivo per cui la crescita della Cina è insostenibile. La rapida crescita della Cina è stata alimentata dall’espansione senza precedenti dell’offerta di moneta degli Stati Uniti — un’espansione direttamente responsabile del crescente appetito dell’America per i beni di consumo provenienti dalla Cina e della bolla dot.com degli Stati Uniti del 1990.

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Fonte del Grafico – www.goldmoney.com

Nominato presidente della FED nel 1987, Alan Greenspan ha presieduto la più grande espansione monetaria e del credito nella storia degli Stati Uniti, un ampliamento che ha portato in America le tre più grandi bolle speculative; la bolla dot.com del 1992-2000, la bolla dei consumi del 1991-2006 e la bolla immobiliare del 2002-2006; tre bolle il cui crollo cumulativo avrebbe fatto deragliare l’economia mondiale e messo in moto il crack-up boom di Ludwig von Mises.

IL CRACK-UP BOOM

Come scrisse von Mises nell’Azione Umana del 1949 […] Se l’espansione del credito non viene fermata in tempo, il boom si trasforma nel crack-up boom; inizia la fuga verso valori reali, e l’intero sistema monetario affonda […]

Il crack-up boom di Von Mises, o più correttamente il crack-up boom di Greenspan, ha avuto le sue origini nel 1980 quando gli Stati Uniti aumentarono notevolmente la spesa nonostante avessero tagliato le tasse ed avessero iniziato a stipulare una quantità senza precedenti di prestiti per compensare la perdita delle entrate, inondando di conseguenza l’America con liquidità in eccesso che avrebbe messo in moto la più grande bolla del mercato azionario degli Stati Uniti sin dagli anni ’20.

Anche se Alan Greenspan aveva l’intelletto di un über-economista, gli mancava il coraggio di resistere a Washington ed a Wall Street. Negli anni ’90, quando il Dow Jones cominciò ad aumentare in modo molto sproporzionato rispetto alla crescita economica, Greenspan si mosse per fermare la bolla nelle azioni in via di sviluppo aumentando i tassi di interesse della FED:

Penso che abbiamo in parte rotto la schiena ad una speculazione nei titoli azionari emergenti. — Alan Greenspan, Febbraio 1994

Ma l’aumento dei tassi di Greenspan non fermò la bolla. I prezzi delle azioni continuarono ad aumentare così Greenspan continuò ad aumentare i tassi. Dopo sette aumenti consecutivi tra il Febbraio 1994 ed il Febbraio 1995 ed un ulteriore aumento nel Marzo 1996, Wall Street chiese a Washington DC di fermare un ulteriore restringimento della FED.

Greenspan capitolò.

[…] non era la politica della FED quella di far scoppiare le bolle con mezzi monetari. — Alan Greenspan, Marzo 1997

Nel 1998, Greenspan abbassò tre volte i tassi d’interesse della FED facendo in modo che la bolla dot.com continuasse la sua vertiginosa ascesa guidata dalla liquidità. Infine, nel 1999, la FED fu costretta a pungere l’enorme e pericolosa bolla del mercato azionario, di cui Greenspan ne avrebbe negato ora l’esistenza.

Il mio video, Dollars & Sense show # 11, intitolato The Fix Is In, spiega l’incarico difettoso di Greenspan alla FED e mentre ci sono ragioni per spiegare i difetti di Greenspan, nessuno può invertire il danno che ha fatto.

A causa della sua incapacità di dire semplicemente no, Greenspan ha lasciato un’eredità di tre bolle creditizie il cui catastrofico scoppio ha innescato il crack-up boom di Ludwig von Mises che manderà l’America e il mondo nella più grande crisi economica sin dalla Grande Depressione.

IL RODEO DELLA DOMANDA DISTORTA DI CREDITO

L’iniezione artificiale di credito da parte dei banchieri nei mercati liberi alla fine travolge i fondamentali della domanda e dell’offerta. Questa distorsione, comodamente trascurata durante le espansioni, diventa dolorosamente evidente durante le contrazioni quando la domanda scompare lasciandosi dietro la capacità in eccesso, i debiti ad un passo dal fallimento ed alti livelli di disoccupazione.

Le fondamenta del denaro basato sul debito furono destabilizzate dall’espansione Americana della propria base monetaria dopo il 1980; con conseguente eccesso dell’offerta in Oriente, ad esempio in Cina, Giappone, Corea, le cui economie si erano espanse per soddisfare le esigenze artificialmente inflazionate dell’Occidente, ad esempio Stati Uniti, Regno Unito, Europa.

Il capitalismo, un eterno squilibrio tra credito e debito, sta ora cercando di ritrovare il suo equilibrio. Non può. La crisi attuale, creata da decenni di credito in eccesso, viene curata con ulteriore credito; un palliativo pericoloso che intensificherà, e non risolvererà, quello che sta accadendo

L’espansione del credito è lo strumento più importante del governo […] per protrarre il boom in eterno, e rendere tutti ricchi. – Ludwig von Mises, 1949

Oggi, il ritardo della Cina nel sedersi al tavolo del capitalismo sta alimentando il crollo previsto da von Mises; perché se l’espansione del credito di Greenspan era eccessiva – e lo era – la Cina ha messo in moto un’espansione ancora più grande.

Per compensare il crollo della domanda globale, la Cina ha ampliato la propria offerta di moneta nel 2008 di uno straordinario 150%, un aumento spinto dal bisogno della Cina di mantenere la crescita economica o rischiare di perdere il controllo politico.

5 La Cina, il 2012 ed il Crack Up Boom di Von Mises

La dissolutezza monetaria moderna non è più un fenomeno Occidentale. La Cina si è ora aggiunta alla festa ed in grande stile.

2012, GRANDI ONDE ED IL COLLASSO INCOMBENTE

La fine nel 2012 predetta dal calendario Maya è tanto fraintesa quanto l’interazione tra credito e debito, e domanda ed offerta; ma non dovrebbe essere respinta la coincidenza tra il crollo dell’attuale paradigma economico e un indicatore arcano di cambiamento.

Il professor David Hackett Fisher in The Great Wave, Price Revolutions and the Rhythm of History, scrive che negli ultimi 800 anni, i periodi di stabilità economica e sociale sono stati interrotti ad intermittenza da ondate di aumento dei prezzi.

Ognuna di queste grandi onde secondo il professor Fisher è culminata col crollo economico e sociale dell’ordine esistente, mettendo fine al Medioevo, al Rinascimento, all’Età dei Lumi, ecc.

Nel corso di ogni grande onda: […] Cibo e carburante hanno capeggiato il movimento verso l’alto. I beni industriali ed i servizi restavano indietro. Questi modelli indicavano che il primo motore era l’eccesso di domanda aggregata, generata da un’accelerazione della crescita della popolazione, o dall’aumento degli standard di vita, o da entrambi.

[…] I prezzi salivano, e diventavano sempre più instabili. Salivano e scendevano creando una crescente volatilità. Nei movimenti delle materie prime, si percepivano gravi shock di prezzo. L’offerta di moneta era alternativamente espansa e contratta.

I mercati finanziari diventavano instabili. La spesa pubblica cresceva più rapidamente delle entrate, ed il debito pubblico cresceva ad un ritmo forsennato […] I salari, che in un primo momento erano stati mantenuti al passo con i prezzi, ora rimanevano indietro.

I guadagni dal lavoro diminuivano, mentre i guadagni dalla terra e dal capitale aumentavano. I ricchi diventavano più ricchi. Le disuguaglianze di ricchezza e di reddito crescevano. Così come la fame, i senzatetto, la criminalità, la violenza, il bere, la droga, e la rottura della famiglia.

[…] Infine, la grande onda colpiva con forza dirompente portando ad una crisi culturale che comprendeva contrazione demografica, collasso economico, rivoluzione politica, guerra internazionale e violenza sociale – pp. 237-238, David Hackett Fisher, The Great Wave: Price Revolutions and the Rhythm of History, Oxford University Press, 1996

Ci vogliono dagli 80 ai 160 anni prima che le grandi onde si concludano col declino e con la caduta delle epoche esistenti. Oggi, un’altra grande onda è in procinto di colpire; ed i cambiamenti possono essere ancora più estremi, poiché l’ampiezza del cambiamento è maggiore rispetto a qualsiasi onda precedente.

La grande onda attuale è iniziata nel 1896. Potrebbe essere una coincidenza che colpirà nel 2012. Oppure no.

L’ORO ED IL CRACK-UP BOOM

[…] [durante] il crack-up boom […] inizia la fuga verso valori reali, e l’intero sistema monetario affonda. — von Mises

Lo spostamento verso valori reali — oro — predetto da Von Mises è ora in corso, nonostante i migliori sforzi dei kreditmeister di oggi che tentano di diminuire il fascino dell’unico rifugio sicuro rimasto per quelli con i soldi di carta che stanno bruciando.

Uno dei più importanti sostenitori dello spostamento verso l’oro è il famoso analista di mercato azionario, Richard Russell. Secondo Hulbert Financial Digest, il Dow Theory Letter di Russel è considerato come il miglior timer di mercato, corretto in base al rischio, sin dal 1980.

I commenti di Russell, uno dei migliori analisti finanziari con una reputazione stellare nello scandire la tempistica dei trendi di mercato, riguardo i mercati azionari di oggi e l’oro dovrebbero essere presi seriamente in considerazione e, forse, agire in base ad essi.

Il 17 Dicembre 2011, Richard Russell ha scritto:

[…] I chiacchieroni su Bloomberg stanno discutendo sull’acquisto di azioni. Sono incrollabilmente rialzisti. Non accade mai che si rendano conto di quali tempi duri ci attendono e che questo non è il momento di comprare azioni […] Il mio consiglio — vendere qualunque azione ancora in vostro possesso — vendere durante i rialzi, o starne alla larga del tutto.

Continuo a preferire l’oro in tutte le sue forme, ma ho paura che le gold mining stock tenderanno ad andare come il mercato generale. Personalmente, rimarrò con le mie gold mining stock fino alla fine. Continuo a credere che vedremo un’eruzione finale nell’oro (il metallo) che porterà con se i titoli minerari.

Il 31 Dicembre, Russell ha notato che 11 anni consecutivi di chiusura in crescita confermano che l’oro è in un mercato rialzista da record diretto verso vette ancora più esplosive:

La chiusura di quest’anno segna per l’oro l’undicesimo anno di crescita annuale. A mia conoscenza questo è il mercato rialzista più lungo di qualsiasi altro nella storia, in cui ogni chiusura d’anno è stata superiore a quella dell’anno precedente. Questo favoloso mercato rialzista non si concluderà con un sussurro e un fiasco. Continuo a credere che il crescendo dell’oro non sia ancora finito. Stiamo guardando la storia del mercato.

6 La Cina, il 2012 ed il Crack Up Boom di Von Mises

Il crack-up boom finirà come ha previsto von Mises, ovvero, nel caos monetario, cioè una svalutazione delle valute ed una possibile iperinflazione, dove il denaro di carta perderà ogni valore. Oggi, il denaro non è più una riserva di valore. E’ una trappola per gli ignari che è già scattata.

I 300 anni di diffusione virale della fraudolenta cartamoneta dei banchieri è meglio spiegata dalla legge di Gresham in cui la moneta cattiva scaccia quella buona. Ma il successo globale del denaro dei banchieri basato sul debito ha portato alla sua stessa rovina; perché quando non c’è denaro buono, rimane solo quello cattivo.

Nel 1971, dopo che l’oro non avrebbe più coperto il denaro fiat dei banchieri, la crescita del credito e del debito divenne esponenziale. Oggi, stanno raggiungendo i loro limiti. Domani, tali limiti verranno superati.

Sì, Dr. Keynes, Dr. Friedman, Dr. Greenspan, Dr. Bernanke, et. al. mentre non ci sono limiti all’arroganza economica, ci sono dei limiti agli squilibri monetari.

Nel corso della storia, di volta in volta il caos monetario ha portato alla crescita esplosiva del prezzo dei metalli preziosi. Sta accadendo anche oggi.

MEZZANOTTE AL CASINO’

Se non avete ancora incassato le vostre chips, dovreste farlo. E’ quasi mezzanotte ed i proprietari del casinò sono preoccupati. Una corsa alla finestra del cassiere mostrerebbe loro di essere in bancarotta; gli unici asset del casinò sono gli IOU dei clienti e delle banche, basati sulle macchine stampa chips delle banche.

La recente offerta di chips illimitate da parte della gestione ai cambiatori di denaro, è stata fatta con la speranza disperata di convincere i giocatori rimanenti che l’azienda è solvibile.

Non funzionerà. E’ troppo tardi. E’ il 2012.

Comprate oro, comprate argento, abbiate fede.

[*] traduzione di Johnny Cloaca

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