La sostenibile leggerezza degli uffici a basso consumo – Corriere.it


di Clarida Salvatori.

Riduzione di emissioni e rifiuti con tecnologie di nuova generazione. I luoghi di lavoro diventano sempre più eco

Roma si riveste di green. E punta su un look sostenibile. Che sia cioè attento all’ambiente, alla riduzione delle emissioni di CO2 e della quantità dei rifiuti, alla razionalizzazione dell’uso delle auto private così come delle apparecchiature tecnologiche e dei software. Nella capitale, i precursori di questa tendenza ecologica sono state le Nazioni Unite e la Baxter Italia, realizzando palazzi verdi nello storico quartiere dell’Eur. L’Onu, infatti, con la sede dell’agenzia Ifad-International fund for agricultural development, è stata la prima in Italia a ottenere la certificazione Leed Gold (Leadership in energy and environmental design), grazie a una riduzione dei consumi energetici del 10 per cento e a un riciclo dei rifiuti superiore all’88. Mentre la casa farmaceutica vanta la Leed Silver per gli interventi messi in atto per la diminuzione del 25 per cento dei consumi elettrici e del 30 di quelli idrici. Oltre alla catena di negozi di abbigliamento Zara, che occupa un intero palazzo nella centrale via del Corso e che si è votata all’utilizzo di lampade a led e di camion biodiesel per la consegna delle merci (con un risparmio nei consumi pari al 30 per cento e un taglio di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera di 200 tonnellate l’anno), ha ben presto seguito il buon esempio anche Groupama: ultimo in ordine di tempo a tingersi di verde, con il totale rifacimento del quartier generale dell’Eur, in cui lavorano 700 dipendenti.

FILOSOFIA – La filosofia di questa svolta ambientalista del gruppo assicurativo francese, tutta improntata alla sostenibilità e all’abbattimento degli sprechi, si quantifica in un risparmio di oltre 600 tonnellate di emissioni di CO2 ogni anno. Che, per capirsi, è quanto consumano 24 famiglie, composte ognuna di quattro persone, che vivono in un palazzo di otto piani. Un risultato ottenuto sia con semplici accorgimenti che con importanti innovazioni tecnologiche: le 450 stampanti e i 90 fax, utilizzati in precedenza, sono stati sostituiti da 23 apparecchi multifunzione; le bottiglie di plastica dell’acqua hanno lasciato il posto ai contenitori ricaricabili; molti terminali, congiunti alla rete elettrica, sono stati rimpiazzati dalla tecnologia Vdi, un badge personalizzato in grado di connettersi al proprio spazio virtuale di lavoro, se collegati a un apparato video; politiche di car pooling (ovvero la condivisione dell’auto privata con i colleghi) e servizi di navetta gratuiti che nell’orario di apertura e di chiusura degli uffici fanno la spola tra la sede e la più vicina fermata della metropolitana.

RISPARMIO E RICICLO – Ma Roma non è certo l’unica città italiana a compiere importanti passi avanti verso la cosiddetta rigenerazione green. Nel centro di Milano, e precisamente nel quartiere Città studi, esiste infatti un vero e proprio polo sostenibile, in quella che oggi è la sede della società di consulenza Avanzi, ma che ai tempi del dopoguerra erano i locali che ospitavano gli uffici della Brionvega, azienda simbolo dell’innovazione tecnologica prima e del design di modernariato poi. Nell’edificio di via Ampère, dallo scorso giugno, si sono di fatto aggregate quindici tra sigle e società (dai Verdi ecologisti per Milano a un quotidiano ambientalista, fino a Make a Cube, un incubatore di start up 100 per cento sostenibili) che hanno in comune intenti e fini a livello ambientale. Non per niente dimostrano una certa attenzione al riciclo, visto che gli interni degli uffici sono arredati con mobili realizzati con materiale di recupero. Una curiosità: le scrivanie dei dipendenti sono state ricavate dal legno delle passerelle delle sfilate di moda. E se l’illuminazione è rigorosamente a basso consumo e le lampade green sono montate su barattoli riciclati, la mobilità sostenibile ricopre un ruolo molto importante, dal momento che il cortile-giardino del complesso è dotato di stalli per le biciclette e che la politica aziendale è quella di incentivare il bike sharing (cioè la condivisione delle due ruote).

BIOEDILIZIA – Né, in fatto di bioedilizia, sono da meno altre città italiane. Come per esempio Trieste, Mogliano Veneto o Torino, dove si trovano edifici e strutture aziendali del Gruppo Generali. Che ha fatto della salvaguardia dell’ecosistema e delle azioni di sostenibilità un cardine delle sue attività, varando, per altro già tre anni fa, la politica ambientale del gruppo, approvando un sistema di gestione, che coinvolge 17 mila dipendenti, e monitorandone periodicamente gli obiettivi. I punti salienti dei loro comportamenti virtuosi, che mirano a minimizzare l’impatto sull’ambiente e che vengono applicati indistintamente in tutto il patrimonio immobiliare di Generali (stimato in 25 miliardi di euro), sono: la riduzione dei consumi di energia, acqua e carta; una gestione, il più efficiente possibile, dei rifiuti e quindi della raccolta differenziata; e l’incremento della percentuale di energia ricavata da fonti rinnovabili.

ESEMPI – Due esempi, i più recenti, su tutti: nel 2010 le Generali hanno inaugurato i nidi aziendali a Mogliano Veneto e a Trieste. Perfetti modelli di bioedilizia, con impianto di riscaldamento a pavimento, caldaia a condensazione, illuminazione a led e mobili ecologici, oltre a pannelli solari e fotovoltaici che consentono (alla struttura di Mogliano) una totale autonomia energetica. Azioni che, insieme agli obiettivi che il gruppo si è prefissato per il futuro – come per esempio quello di eliminare entro il 2013 gli impianti a gasolio per sostituirli con altri a gas, o quello di installare dispositivi automatici di accensione e spegnimento per gli impianti di illuminazione e di condizionamento –, sono valse alle Generali un gran bel riconoscimento: essersi piazzati trentesimi, nella classifica 2011 realizzata dal Dailybeast in collaborazione con Newsweek, tra le 500 compagnie più green al mondo. E terza nella sottocategoria delle aziende finanziarie.

19 marzo 2012 (modifica il 17 aprile 2012)

Fonte:

La sostenibile leggerezza degli uffici a basso consumo – Corriere.it.

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