CULTURA E CONOSCENZA: L’ITALIA RIPARTA DA QUI


di Hans Tuzzi – 30 Aprile 2012

In Italia, quasi la metà della popolazione non legge neanche un libro all’anno; lo stesso vale per il 40% dei grandi manager. Un dato, questo, che spiega la sopravvivenza di una classe dirigente mediocre

CULTURA E CONOSCENZA: L’ITALIA RIPARTA DA QUI

Abbiamo incontrato Hans Tuzzi, autore di “Vanagloria” per Bollati Boringhieri.

Che valore ha la letteratura nella società contemporanea? Cosa e come si legge in Italia?

È una bella domanda perché, vede, se lei mi avesse chiesto qual è il significato del libro (il solito discorso, il libro come oggetto fisico, l’e-book etc.) me la sarei cavata dicendo che quando l’Impero Turco stava per scomparire, andavano molto di moda le turqueries; quando l’Unione Sovietica si dissolse tutti volevano gli orridi orologi dell’Unione Sovietica e la Trabant divenne una macchina cult. Quindi forse questa grande passione per il libro sta veramente ad annunciare l’avvento di media diversi rispetto al libro di carta che noi conosciamo.

Tuttavia credo che questa sarà una fine molto lunga, un tramonto molto lungo e non privo di gloria, nel senso che l’oggetto libro ha un di più – quello che i pubblicitari chiamano plus – di interesse, di fascino, di attrazione. La domanda più difficile invece è: cosa conta la letteratura nella vita quotidiana oggi in Italia? Un paese dove quasi la metà della popolazione non legge neanche un libro all’anno; dove il 40% dei manager, come amano definirsi, non legge neanche un libro all’anno – quindi neanche un libro di formazione professionale – e questo forse spiega la merda in cui si trova l’industria italiana grazie a simili manager! Il peso e l’importanza della letteratura oggi… forse quello che poteva avere nella Francia di Luigi Filippo: quest’ultimo è passato, Baudelaire è ancora vivo!

Che cosa ha senso e bisogna insegnare ai ragazzi di oggi?

Intanto, forse, l’italiano! In un paese in cui un giornalista de Il Corriere da “disdetto” inventa “disdettare”; un sedicente scrittore blogger da “minzione” inventa “minzionare” e dove da “posizione” tutti hanno desunto un “posizionare” che è francamente non solo orrendo, ma inutile perché l’italiano ha almeno dieci verbi di significato più preciso e meno brutti… Forse bisognerebbe proprio iniziare dell’italiano. E poi dall’inglese da subito, così eviteremmo calchi come “regole d’ingaggio” che è una traduzione sbagliata dall’inglese o “palle inattive” invece che l’espressione che si usa nel football italiano da più di 100 anni, cioè “calci piazzati”: le palle inattive lasciamole a quei signori che praticano la castità!

Di questo passo si rischia di avere prima o poi, non so, invece che una “notifica di sfratto”, una “menzione di evacuazione”, per cui iniziamo a studiare bene l’italiano, iniziamo a studiare bene l’inglese, dalla prima elementare, entrambe le lingue in parallelo, scopriremmo che l’italiano è una lingua ricchissima, forte e provvista di capacità espressive che né l’inglese, né il tedesco hanno!

Poi magari scopriremmo anche un’altra cosa, la nostra storia che i ragazzi di oggi non conoscono. Uso molto i mezzi pubblici e devo dire che questo mi porta a scoprire le cose più diverse nei giovani: da un lato mi capita di avere la coppia di amici che si chiedono cosa sia successo in Piazzale Loreto e hanno un vago ricordo che forse lì è morto Mussolini (che invece non è morto lì, lo sappiamo); dall’altra poi mi capitano invece i ragazzini che sanno che la facciata della chiesa sepolcrale di Bernabò Visconti è stata ricostruita in Via Festa del Perdono, questo non può che fare piacere! Di fronte a una potenzialità di desiderio di conoscenza dei giovani, bisogna non solo voler insegnare, tutto ciò che i nostri governanti vorrebbero che non si insegnasse ma anche e soprattutto sapere come insegnare, perché la noia è la peggiore nemica di ogni volontà di apprendimento.

Quali sono le soluzioni al problema dell’ignoranza? L’istruzione pubblica e la scuola possono essere le basi di partenza?

Intanto partiamo da un punto: siamo tutti ignoranti e io mi considero una persona molto ignorante. Ho una grandissima stima per coloro che hanno un sapere artigiano: non avendo manualità sono affascinato da tutti coloro che hanno una grande professionalità manuale e da loro imparo quello che posso imparare.

Detesto coloro che dall’alto del loro piccolo sapere considerano ignoranti quelli che non sanno le cose che essi stessi conoscono, spesso a malapena. Mi ricordo una volta, a Domodossola: davanti alla vetrina di una libreria universitaria c’era un testo di diritto famigliare, ovviamente scritto con il “gl” perché familiare con il “gl” ha un significato, familiare senza “gl” un altro. La mamma al bambino: “che ignoranti, guarda hanno sbagliato il titolo”… non ti viene il sospetto che forse in un testo universitario non hanno sbagliato il titolo e a te manca qualcosa?

Questo è un atteggiamento molto comune in tutti coloro che si dedicano in Italia a un’attività di dominio sugli altri; sia un’attività di governo – che qui da noi è interpretata come volontà di dominio, non come volontà di governo – sia da altre attività simili, per esempio la dirigenza d’azienda! Questo porta per forza di cose a una classe dirigente mediocre. Ricordiamoci quello che ha detto un grande: la corruzione è l’unico modo per procedere nella mediocrità!

Fonte: CULTURA E CONOSCENZA: L’ITALIA RIPARTA DA QUI – Cadoinpiedi.

, ,

  1. Lascia un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

sinistraunita

sinistraunita

RAVENNA POSSIBILE

Blog dei comitati Possibile della città di Ravenna

Il simplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come.

Hic Rhodus

Hic Salta!

Il Resto del Caffè

Antiquotidiano di informazione e cultura

Hebertismo.it

Il portale italiano sul Metodo Naturale di educazione fisica, virile e morale di Georges Hébert

News-Info. Alternativa

Un'informazione alternativa alla "propaganda" mainstream.

Barbara Olivieri

Non solo un architetto

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: