Il primo testo per l’internazionalizzazione delle PMI


di Giovanni Carlini.

Eppur si muove! In questi giorni a Milano sono stati diplomati i primi 34 ragionieri in Italia, con una spiccata attitudine verso i processi d’internazionalizzazione per le PMI.
Si tratta di una novità che fa notizia, non tanto e solo perché finalmente abbiamo dei giovanissimi ragionieri in grado d’apportare novità dentro le imprese, ma per il rocambolesco iter che ha permesso questo risultato.
Probabilmente ogni fatto nuovo nasce da un rischio consapevole. In questo caso, il prof di geografia, (l’innovatore) ha integrato e reinterpretato i programmi ministeriali ponendosi il quesito: cosa le aziende necessitano?
Mettendosi nei panni di un ragazzo di 18 anni nei suoi primi colloqui di lavoro (anche se la massa prosegue per l’università) potrebbe dire: grazie per avermi concesso l’opportunità di questo colloquio, nel caso mi vogliate assumere come apprendista, sono in grado d’avviare processi d’internazionalizzazione a favore della vostra azienda che dovrete poi voi integrare, controllare e proseguire. Che un risultato di questo tipo sia tanto o poco, sarà la dura realtà a deciderlo, però una risposta capace d’entrare nel merito, al 36,1% di disoccupazione giovanile è stata fornita.
In un mare d’ostilità e sospetto (particolarmente motivato da un ambiente viziato ideologicamente, com’è la scuola oggi) il nostro eroe del giorno, il prof. di geografia, a inizio anno ha depositato presso la segreteria scolastica un programma di geografia economica indirizzato all’internazionalizzazione delle PMI. Le novità consistono nello studio dell’ICE, la sua struttura e metodiche di relazione, sull’analisi dei paesi più che per orografia e idrografia (invece considerata a livello di continente) bensì focalizzata sull’import-export e importanza per il nostro commercio estero. Quindi analisi sociologiche e demografiche sui locali standard di consumo, da collegare al nostro sistema produttivo, per cui la domanda classica all’esame è stata: se lavorassi per un’azienda del sistema moda, a quale mercato faresti riferimento?
Senza ombra di dubbio si tratta di ragazzi che vanno seguiti e aiutati nel loro crescere per diventare uomini e donne, ma oramai hanno introitato nella loro sensibilità dei concetti, che applicheranno in ogni cosa faranno nella loro vita, ricorrendo alla sociologia della devianza come dei consumi, quindi al marketing e alla geografia economica.
Tornando all’esperienza “di contrabbando dai programmi ministeriali” del prof di geografia economica, ottenuto un silenzio assenso dalla direzione didattica sul nuovo programma, per il resto dell’anno due classi quinte ragioneria, preparandosi all’esame di stato, hanno redatto, studente per studente, i diversi riassunti delle lezioni tenute in classe. Una strategia di questo tipo contiene “un trucco”. In realtà l’obiettivo era costringere all’attenzione gli allievi, poi chiamati al riassunto scritto. La somma degli elaborati dei ragazzi, ha costituito il libro di geografia economica dell’anno scolastico in corso, che fotocopiato e distribuito ai ragazzi, ha imposto la spesa di 10 euro per copia. L’esperienza dei libri fatti da sè è una nuova moda che si sta facendo strada nella scuola italiana, ma finora era sempre rimasta ligia ai programmi, solo ora somma alla novità anche l’originalità.
C’è un altro aspetto da considerare.
Laddove tutti i libri rispettano un giusto formalismo sostanziale ed estetico, che consegna loro autorevolezza, in questo caso la scelta è stata diversa. I testi sono scritti come i ragazzi si esprimono, ovvero con troppe ripetizioni, senza giustificare in word, con ragionamenti logorroici e molti errori. Ovviamente una buona parte sono stati corretti dal prof, ma l’obiettivo dell’insegnante è stato quello di dimostrare agli allievi come solo dopo aver stampato un documento, ci si può rendere conto degli errori, anche se pieni d’orgoglio per aver scritto qualcosa che ha senso. Il concetto è semplice: accendere il cervello prima di scrivere e mantenerlo in attività nella fase di verifica. Si tratta di una lezione non spiegata in classe, ma che resta presente nelle parole non dette del corso di geografia economica, con indirizzo verso l’internazionalizzazione delle PMI italiane. Si spera, con questa iniziativa, d’aver offerto ai ragazzi nuovi e audaci argomenti per cercarsi un lavoro e consegnato alle imprese una marcia in più per restare sul mercato. Buon lavoro.

20120708-225002.jpg

  1. Lascia un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

sinistraunita

sinistraunita

RAVENNA POSSIBILE

Blog dei comitati Possibile della città di Ravenna

Il simplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come.

Hic Rhodus

Hic Salta!

Il Resto del Caffè

Antiquotidiano di informazione e cultura

Hebertismo.it

Il portale italiano sul Metodo Naturale di educazione fisica, virile e morale di Georges Hébert

News-Info. Alternativa

Un'informazione alternativa alla "propaganda" mainstream.

Barbara Olivieri

Non solo un architetto

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: