L’ostinazione di un errore


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Caspita ragazzi che brutta idea d’Europa e d’Italia che si vede da questo lato dell’Atlantico!

di Giovanni Carlini.

In effetti qui negli USA sto facendo fortuna perché chiamato a riferire su cosa stia accadendo in Europa da diversi enti, università, giornali.
Non faccio alcuna fatica nel replicare quanto affermo da 10 anni, ovvero che l’euro risponde a un’iniziativa fallita, ma oggi ho un argomento in più: lo studio sull’ostinazione.
Ripenso alla Germania alla fine del 1943, quando ormai la storia assunse la forma di un’agonia. Un Hitler illuminato avrebbe cercato una vita percorribile per chiudere il conflitto, ma la storia è piena di lente, quanto inesorabili agonie e di pochissimi successi.
Sicuramente in un’epoca di olimpiadi, questo ragionamento non coglie lo spirito, perché la competizione viene spinta fino all’ultimo decimo di secondo con reali possibilità di vittoria, ma non credo che l’istantaneità o i lunghi preparativi sportivi per una gara olimpionica, siano comparabili con eventi così complessi e prolungati nel tempo, come un conflitto o una fase storica.
Tornando al ragionamento di base s’osserva come:
– la moneta euro sia un fallimento annunciato;
– nessuno ne vuole realmente prendere atto;
– non ci siano vie d’uscita a qualcosa che altrimenti collassa (è già fallita)
– ovviamente i danni, già di per sè ingenti, sono ancora maggiori insistendo su un gelato che al sole di ferragosto inesorabilmente si scioglie.
Nel momento in cui questi argomenti sono assodati, ma non condivisi, si dovrebbe comunque partire nel cercare soluzioni, ma una fase di questo tipo non è ancora iniziata ed è questo che lascia perplessi in merito alla responsabilità e capacità di gestione delle istituzioni da parte dei nostri leader politici e intellettuali. L’Europa lascia in tutti noi un senso di indefinitezza e di vago, non tanto per il fallimento annunciato della moneta euro, ma per l’assenza di soluzioni alternative che già da almeno 1 anno, avrebbero dovuto occupare il loro posto sulle scrivanie di tutto il continente.
Entrando sul piano delle soluzioni (livello ancora sconosciuto in Europa) l’unica in grado di salvare il salvabile è quanto riconducibile al concetto di “doppio corso”, ovvero un ritorno alle monete nazionali con un’altra definibile intracomunitaria (appunto l’euro) regolando i rapporti tra le due unità monetarie con un “serpente europeo” (utilizzato negli anni settanta) dove l’oscillazione tra una nazionale e l’euro, non dovrebbe andare oltre il più o meno 2,25%
Ecco fatto. Non ci sono altre soluzioni per salvare il salvabile o perlomeno, chi è in grado di pensarle si faccia avanti.

La mia firma:
un sociologo economista.
Per leggere gli appunti consulta il http://www.giovannicarlini.com
La presentazione: http://youtu.be/VFMuK1ijjiI

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