Mettersi in discussione per affrontate la crisi


di Giovanni Carlini.

Ieri sera qui negli Stati Uniti in televisione c’è stato il primo dibattito tra i due candidati alla presidenza; l’uscente Obama Hussein Barak II° e lo sfidante Mitt Romney. Al di là di come sia andata e delle annesse strategie, chi aggressivo e l’altro dimesso come per scusarsi di non essere stato all’altezza  chiedendo però ancora fiducia per un secondo mandato, è possibile apprezzare un passaggio dello stile americano che a noi manca: la comunicazione.

Prendendo spunto dal contesto sociale e mediatico statunitense, il pensiero corre agli imprenditori italiani. Ne conosco diversi, ma è ovviamente solo uno spaccato per capire che si tratta di personaggi che raramente si mettono in discussione. Certo protestano, si lamentano, non gli va mai bene nulla (e spesso hanno ragione), hanno dei colpi di genio di grande valore e sanno “immaginare” da cui poi le loro fortune, ma non parlano con i dipendenti, non gestiscono regolari briefing con la loro gente (con cui però invecchiano) e non si mettono in discussione intorno a un piano di marketing.

Vanno in banca e chiedono credito portando con sé al massimo l’ultimo bilancio, ma non relazionano con una pianificazione del tipo come sarà l’impresa a 12 o 18 mesi, perché allucinati dall’immediata scarsità di liquidità e fatturato.

Ecco il punto. Una categoria di capitani d’industria schiacciati dal quotidiano divenire dei fatti, incapaci di cercare la soluzione “oltre l’oggi”. Sinteticamente manca la capacità di proiettarsi per risolvere le difficoltà in cui tutti, in questo momento, si dibattono.

Tornando al confronto televisivo di oggi in America, non è che non ci siano problemi in questa nazione, anzi! però la risposta dei candidati è stata: andiamo oltre questo momento e cerchiamo nuove strade.

Si osservi la strategia: oggi non c’è la soluzione. Tradotto per le imprese italiane, ad esclusione della Fiat che ha deciso di non investire per risolvere i problemi, chi ha chiesto, ad esempio, ai diversi uffici ICE (Istituto commercio estero) le liste degli operatori compatibili (per 110 euro per singolo paese) e li ha chiamati uno ad uno cercando appuntamenti e contatti. per allargare il fatturato estero? E’ solo un esempio di normale inattività, che grava su un sistema d’impresa che si lamenta, ma non sa uscire fuori dal problema contingente.

Concludendo, le soluzioni ci sono ma non si trovano nell’oggi  per trovarle serve sapersi mettere in discussione, immaginando il futuro da costruire adesso. Laddove l’impresa sia in crisi, questo fa parte degli alti e bassi della vita che vanno affrontati investendo proprio quando la posizione sul mercato è messa in discussione.

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