Manifesto – blocco terzo: Ricerca e Ambiente


Da Manifesto 3L.

N.1 La ricerca scientifica è uno strumento per la crescita e non una spesa.

Occorre evitare che i giovani pensino che nella ricerca non ci sia futuro. L’Italia produce eccellenza e attrae fondi internazionali con maggiore efficienza della gran parte dei paesi UE, ma ha un numero esiguo di ricercatori, duplicazioni di enti e di grandi progettualità, competenze di vigilanza diffuse su troppe istituzioni, finanziamenti a intermittenza e con una molteplicità di regole, assenza di un sistema di valutazione dei risultati ex post, eccesso di burocrazia e norme di PA non adatte al comparto. Per questo noi crediamo che:
a) vada aumentato il numero dei ricercatori con una rigorosa pianificazione degli ingressi e della progressione di carriera, e con l’attribuzione di una significativa componente salariale premiale in base ai risultati scientifici e alle capacità di attrarre finanziamenti e di cooperare con l’industria;
b) gli enti di ricerca pubblica vadano ridotti di numero e che la loro vigilanza e il coordinamento vadano sottratti ai troppi ministeri competenti e affidati alla PCDM, prevedendo un organismo unico per i finanziamenti alla ricerca sul modello del British Council con bandi semestrali programmati in tutti i settori scientifici, comprese le scienze sociali;
c) vada definito su base triennale un piano strategico della ricerca individuando un numero limitato di linee di attività rilevanti per lo sviluppo del paese e per l’avanzamento delle conoscenze fondamentali, e introducendo una sistematica valutazione ex post della qualità e dell’impatto della ricerca e non solo della correttezza amministrativa;
d) vada sostenuto, estendendone gli ambiti di applicazione e l’entità delle risorse destinate, il credito di imposta su progetti commissionati a enti e università, pubblici e privati. Il credito d’imposta deve divenire la forma privilegiata di finanziamento per la ricerca applicata, motore di innovazione anche nel breve-medio periodo, in grado di innescare effetti virtuosi di cooperazione tra la PMI e i ricercatori, di promuovere lo sviluppo locale e di contribuire a orientare l’offerta formativa universitaria.
e) vada gradualmente abolita l’IRAP per gli enti di ricerca pubblici, come è già accaduto per il settore privato;
f) vada inserito negli appalti pubblici il criterio dell’innovazione attraverso l’introduzione di specifici parametri, indirizzandoli verso prodotti e servizi che abbiano un valore aggiunto tecnologico.

N.2 La nuova medicina

Negli ultimi trenta anni la ricerca biomedica ha prodotto risultati positivi straordinari. Il paradigma della malattia sta cambiando. Per questo noi pensiamo che la medicina del futuro si baserà sempre meno “ex post” sui sintomi e sempre più “ex ante” sui biomarcatori. La medicina sarà così sempre più efficiente via diagnosi precoci, preventive, operate prima che la malattia abbia determinato disabilità, evitando gli effetti indesiderati dei farmaci, etc.
Per farlo sono necessarie le reti:
g) la rete dei medici di base, che devono e/o possono addestrarsi per basarsi sempre meno sui sintomi e sempre più sulle molecole;
h) quella delle Poste S.p.A., che attrezzandosi tecnologicamente (come finora ha dimostrato di saper fare) può affiancare la rete dei medici assistendo capillarmente gli ammalati, gli anziani, a casa loro. Anche dal lato economico, a regime, il risultato finale sarà positivo: più salute, meno costi;

N.3 Sull’ambiente, perché non fare nostra la parte davvero realizzabile del programma “M5S” (è solo una domanda!);

N.4 Per fare risparmiare alle famiglie quello che è certamente un costo inutile: i libri di scuola devono essere davvero e-book e, comunque, non si cambiano per 5 anni! Se necessario, si aggiornano in classe!

continua

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