Manifesto – blocco quarto. Democrazia e societá


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Da Manifesto 3L.

N.1 Politica a “costo zero”. Si comincia con una quarantena: nessun politico può guadagnare per il suo mandato più di un precario. Poi va a regime il sistema standard di compensi basati sulla corrispondente media europea.

N.2 Piena legittimazione dei referendum propositivi e/o consultivi di iniziativa popolare;
La nostra Costituzione è del 1948: prima di internet. Fermo il divieto dei referendum abrogativi su materie eccezionali, l’ostacolo su tutto il resto non ha più senso. La Costituzione va modernizzata, allineandola alla realtà nuova. L’avrebbero fatto i padri del 1948, facciamolo noi.
Lo scopo fondamentale di un sistema democratico è far sì che il governo appartenga al popolo, e non il popolo al governo. L’esperienza delle nostre democrazie ci insegna due cose.
La prima è che molte leggi approvate dai Parlamenti non sono volute dalla maggioranza dei cittadini, ma sono il risultato della contrattazione tra gruppi di interesse. Se i cittadini si fossero potuti esprimere direttamente non vi sarebbero mai state leggi che hanno dato privilegi ingiusti (si pensi a certe pensioni, alle sovvenzioni a industrie inefficienti, etc).
La seconda è che, all’opposto, molte leggi che la maggioranza dei cittadini considera giuste non vengono mai approvate, perché non corrispondono a ciò che vogliono i partiti o i gruppi di interesse. L’introduzione del referendum propositivo e/o consultivo permette al popolo di affermare la sua volontà, aldilà degli interessi di parte. Il referendum propositivo e/o consultivo è la vera risposta all’ondata di antipolitica, perché riporta i cittadini alle ragioni stesse della democrazia e del vivere comune.
L’antipolitica, combinandosi con il fascismo finanziario, sta erodendo le basi della democrazia. La colpa è della politica.
La cosa giusta non è dunque demonizzare il non voto od il voto di protesta, ma:
a) formulare una offerta politica che vuole essere credibile ed utile per i cittadini;
b) generalizzare i referendum propositivi e/o consultivi la più efficace tecnica di democrazia diretta. Serve una modifica della Costituzione? La si faccia! In realtà
i referendum, se costano, soprattutto funzionano. In realtà funzionano soprattutto come remora ”ex ante” e come auto- controllo, da parte della politica. E dunque, si pagano da soli perché funzionano;

N.3 Abbassare la maggiore età a 16 anni. La maggiore età si può acquisire con il compimento del sedicesimo anno di età.
I giovani di oggi acquisiscono molto prima che in passato la coscienza e le conoscenze che li rendono adulti. Questo è il risultato di una scolarizzazione sempre più diffusa e prolungata, del mutamento dei rapporti sociali e tra i sessi, della diffusione dell’informazione, della maggiore conoscenza del mondo attraverso i mass-media ed i viaggi. E’ quindi logico che, come nel 1975 si riconobbero i fenomeni di modernizzazione abbassando la maggiore età da 21 a 18 anni, oggi si compia un passo ulteriore. Rendere i giovani maggiorenni all’età di 16 anni significa renderli pienamente responsabili di fronte a se stessi e di fronte alla società. Significa contrastare davvero l’esclusione e le forme di alienazione giovanile. Soprattutto, significa far loro avere una parte attiva nel determinare il futuro dell’Italia;

N.4 Attribuzione di un duplice voto per l’elezione di Camera e Senato, per i giovani elettori (cfr. SCHEDA N.11 (sul sito http://www.listalavoroliberta.it);

N.5 adozione delle proposte liberali per la rete fatte in Germania dal “Piraten Partei”: opposizione ad ogni forma di censura su internet, trasparenza dell’apparato politico, diritto ad un trattamento civile e controllabile dei dati personali, riforma dei diritti d’autore, etc.;

N.6 elevazione dal 5 al 7 per mille della contribuzione al volontariato.
(E’ una ipotesi: invito all’offerta, da parte di tutti i cittadini che possono farlo, di abbracciare la causa del volontariato, ad esempio di sabato. Ciò sarebbe economicamente più utile che aumentare
l’IVA o l’accisa sulla benzina. E socialmente ci darebbe una idea viva della sempre più necessaria solidarietà).

N.7 elezione diretta del Presidente della Repubblica;

continua

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