Tutti gli amici italiani di Xi, il futuro leader cinese


20121113-191613.jpg

Il racconto dell’ex ministro Tremonti che lo ha incontrato tre volte: “Il politico che mi ha impressionato di più di tutti al mondo”

Di Danilo Taino, Corriere della Sera.

L’interesse di Pechino per l’Italia è altissimo. Negli anni lo hanno sperimentato Romiti, De Michelis, Prodi, la Dassù.

Giulio Tremonti dice che Xi Jinping “è un politico e intellettuale straordinario, non comune; tra i leader che ho incontrato quello che più mi ha impressionato”.
Xi –che giovedì dovrebbe essere eletto segretario del Partito comunista cinese dal 18° Congresso in corso a Pechino e a marzo nominato presidente della Repubblica popolare – è poco conosciuto in Europa. Un po’ di più negli Stati Uniti, ma in Occidente si sa poco dell’uomo che nei prossimi dieci anni giocherà un ruolo centrale nella politica mondiale.

Se dobbiamo seguire la consuetudine diplomatica secondo la quale “quando due leader si sono incontrati tre volte
sono da considerare amici”, c’è da ritenere che l’ex ministro dell’Economia italiano sia tra i maggiori suoi
conoscitori: negli scorsi tre anni l’ha incontrato tre volte. Interessante, dal momento che nel mondo oggi
tutti si chiedono chi sia il nuovo leader Xi Jinping.

E’ noto che i maggiori rapporti tra Cina ed Europa passano per la Germania di Angela Merkel. L’interesse
della politica e dell’accademia cinesi per l’Italia, però, è altissimo, soprattutto per l’importanza che a
Pechino si dà alla storia: Marco Polo, Matteo Ricci e la storia bi-millenaria della Penisola sono considerati
legami e tratti comuni che non possono essere trascurati. Lo hanno sperimentato negli anni scorsi Cesare
Romiti, il pioniere italiano alla scoperta della Cina del Ventunesimo Secolo; Romano Prodi, in politica
e, negli ultimi anni, anche sul versante commerciale; e, seppur meno di recente, Gianni De Michelis.

E’ probabilmente per questa attenzione all’Italia e per i libri controcorrente che Tremonti aveva dedicato al
rapporto tra Occidente e Cina che l’allora ministro dell’Economia nel novembre 2009 fu invitato a tenere
una lezione alla scuola centrale del Partito comunista a Pechino (come intellettuale, non in rappresentanza
del governo). A dirigere la Scuola era propria Xi (allora già designato a succedere a Hu Jintao), che il giorno
dopo volle, inaspettatamente, incontrare Tremonti per un lungo colloquio nella sede centrale del Pcc, sulla
piazza Tienanmen.

Di quel colloquio, Tremonti sottolinea l’interesse di Xi per l’Europa. “Fu molto apprezzato il mio insistere
sull’immagine del tavolo che con due gambe non può stare in piedi – dice Tremonti -. Il rapporto forte,
nel mondo, non può essere solo tra Pechino e Washington ma deve comprendere l’Europa. I cinesi sono
estremamente sensibili a questa argomentazione”. E alla conseguenza che ne deriva: che cioè serve
una “rotazione dell’attenzione dell’Europa dalla relazione atlantica verso una relazione anche con l’Asia, la
terza gamba”.

Dall’incontro tra Xi e Tremonti è poi nato l’Aspen China-Europe-Us Trialogue, un forum trilaterale degli
Istituti Aspen di America ed Europa e della Scuola centrale del Partito comunista cinese, del quale una forza
trainante è stata l’italiana Marta Dassù, oggi sottosegretario agli Esteri, e che funziona con la collaborazione
della Fondazione Italia-Cina presieduta da Romiti. Dopo di allora, Tremonti ha ricevuto Xi a Fiumicino, in
arrivo per una visita a Roma il 2 giugno 2011, e il giorno dopo lo ha accompagnato a Milano.

Il nuovo leader cinese assume la guida del partito in una fase delicatissima, in politica come in economia.
Gli stessi dati positivi sulla crescita pubblicati nei giorni scorsi non possono nascondere la preoccupazione
– secondo numerosi osservatori il “terrore”- di Pechino per le sfide che il cambiamento dei modelli
economico e politico, necessari, comporteranno nei prossimi anni. Xi, che ha una lunga esperienza di
rapporti con gli investitori internazionali, è probabilmente una delle figure più preparate- e con il miglior
network interno al partito- per muovere la rotta delle norme transatlantico cinese. Anche con un interesse
particolare verso l’Europa.

Tremonti non esclude che ce la possa fare. “Al di là della corruzione e dei
privilegi- dice- l’idea dominante ai vertici di Pechino ruota attorno alla missione: fare il bene comune, il vero
elemento che in Cina tiene tutto assieme”. Xi, la faccia buona della dittura?

Fonte: http://www.listalavoroliberta.it/sito/?p=1153

  1. Lascia un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

sinistraunita

sinistraunita

RAVENNA POSSIBILE

Blog dei comitati Possibile della città di Ravenna

Il simplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come.

Hic Rhodus

Hic Salta!

Il Resto del Caffè

Antiquotidiano di informazione e cultura

Hebertismo.it

Il portale italiano sul Metodo Naturale di educazione fisica, virile e morale di Georges Hébert

News-Info. Alternativa

Un'informazione alternativa alla "propaganda" mainstream.

Barbara Olivieri

Non solo un architetto

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: