L’ufficio nomade 2.0


20121130-083407.jpg

Di Roberto Fiorini.

Ammesso e non concesso che sia mai esistita la versione 1.0, ossia quella che “risolveva” attraverso la “semplice” dotazione di anonimi e pivottanti carrelli porta dossier, stoccati nei più improbabili e remoti angoli delle aziende, e dotati di etichette con nome e cognome (mai usate) al pari di sacche da golf ”carrellate” (ma con l’aggravante della non riconoscibilità dovuta all’assenza dei variopinti coprimazze!).

Ammesso dicevo, che sia mai esistita “nell’utilizzo comune” questa avveniristica release: ossia non relegata nei cataloghi di qualche produttore di arredi a solo complemento dei classici uffici ”usa e getta” stile anni ’30, che, alla fine della trattativa sono gli unici che vengono comperati (forse perché sono i più facili da vendere…?).

Ammesso ciò, ci ritroviamo oggi noi (ossia chi si occupa di ergonomia del lavoro in ufficio) in grave imbarazzo. Imbarazzo da chi viene superato dalla tecnologia mobile e dagli indubbi vantaggi che genera a chi la utilizza nel lavoro quotidiano, a discapito di assetti posturali corretti e di organizzazione a flusso della stazione di lavoro.

Il principale responsabile del nomadismo dilagante versione 2.0, é lui: il Tablet (Apple o Samsung che sia) che, nelle previsioni di Morgan Stanley, sarà in dotazione nel 2013 ad almeno due terzi del personale operativo delle società quotate in borsa a New York. Alcune di esse, come General Electric, hanno già distribuito nel corso di quest’anno, più di duemila dispositivi ai loro dipendenti. Inoltre, secondo Gartner e Forrester Research, entro il 2013 l’80% delle società statunitensi sarà dotata di tablet non necessariamente aziendali. E qui si innescherà una probabile piccola seconda rivoluzione dovuta alla possibilità, per gli utenti, di poter operare al lavoro (superati i problemi di sicurezza) usando i propri dispositivi personali. La portabilitá e la gestione “book” dei tablet, sembra (inoltre!) induca gli utenti a stampare molta meno “carta” rispetto ai dispositivi portatili classici quali laptop o notebook a vantaggio delle dinamiche paper less e della sostenibilitá generale d’impresa e ambiente.

E allora? L’imbarazzo degli ergonomi dove sta? W i tablet dunque, se sono più comodi e sostenibili! Non é così semplice.

Il tablet, purtroppo, dal punto di vista ergonomico (o meglio antropometrico) è un piccolo disastro nell’impiego quotidiano massivo. Ha lo schermo troppo piccolo per poter condividere più documenti aperti (cosa abbastanza normale nel lavoro d’ufficio); ha la tastiera touch che occupa metà schermo; le mani e le braccia dell’operatore, durante la digitazione, difficilmente trovano una posizione rilassante a scaricare la tensione muscolare, e così via.

I vantaggi però sono immensi: io stesso sto scrivendo, ora, seduto sul divano, gambe accavallate e tablet in posizione “book”. Ogni tanto consulto (con qualche difficoltà in più rispetto al laptop) il web per cercare qualche notizia e poi riapro il documento su cui sto lavorando. Quindi? Il laptop é destinato a morire e lo scomodo (posturalmente) ma praticissimo tablet sarà il suo degno successore? Probabilmente sì nel breve futuro, ma oggi si può già impiegare stabilmente a patto di alcune rinunce (quelle citate) e che si seguano alcune regole legate alla stanzialità o mobilità degli operatori. Né più né meno quelle che si seguono quando ci si muove nelle brevi trasferte di lavoro. Il tablet, infatti, è un perfetto strumento per la mobilità ed ha in se tutti i tools ergonomici per una totale gestione delle attività out-of-office. Nel suo impiego stanziale invece (lavoro d’ufficio non massivo e con documenti cartacei necessari alla produzione del valore) qualora non sia conveniente (per motivi vari) alternarlo ad un laptop o a un desktop (diciamo per lavori che non richiedono applicativi particolari: es. uso medio di wordprocessor, fogli di calcolo o presentazioni) occorre dotarlo di piccoli strumenti accessori quali: una tastiera esterna wireless (raddoppia la visibilità dello schermo), una basetta per renderlo orientato all’angolo di visuale (al pari di uno schermo), ed un mouse. Et voilá: il gioco é fatto.La nostra stazione ergonomica “tablet” minimalista é pronta! Per lo meno nell’area prossimale all’operatore. Naturalmente occorre sempre ricordarsi di:

1. Evitare di piegare la schiena in avanti.
2. Mantenere gli avambracci, i polsi e le mani allineati durante l’uso di mouse e tastiera, evitando di piegare o angolare troppo i polsi.
3. Cambiare spesso posizione facendo pause frequenti.

Tutto a posto? L’ergonomia ora è salva? Assolutamente no! Dobbiamo sempre ricordarci:

A) Dove e come ci sediamo (ossia le qualità prestazionali della nostra seduta).
B) L’altezza del piano di lavoro che utilizziamo (regolazione in altezza in base alle proprie caratteristiche antropometriche).
C) Di proteggerci dalle interferenze visive, luminose ed acustiche nonché della qualità dell’aria che respiriamo.

Tanto? Si ma la posta in gioco è molto alta e il backup della nostra salute sembra non sia ancora stato perfezionato…

Stay tuned!

Fonte: http://www.fanpage.it/l-ufficio-nomade-2-0/
http://www.fanpage.it

  1. Lascia un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

sinistraunita

sinistraunita

RAVENNA POSSIBILE

Blog dei comitati Possibile della città di Ravenna

Il simplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come.

Hic Rhodus

Hic Salta!

Il Resto del Caffè

Antiquotidiano di informazione e cultura

Hebertismo.it

Il portale italiano sul Metodo Naturale di educazione fisica, virile e morale di Georges Hébert

News-Info. Alternativa

Un'informazione alternativa alla "propaganda" mainstream.

Barbara Olivieri

Non solo un architetto

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: