«MONTI HA CONFUSO IL CONCIME COL DISERBANTE»


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«I risparmi dei cittadini non possono coprire le perdite speculative della finanza»

Oggi la rubrica “Risparmio, i conti in tasca” è dedicata a un ospite d’eccezione. L’ex ministro Giulio Tremonti ci ha infatti concesso una intervista in esclusiva su tematiche economiche e politiche.

Professore, partiamo dall’attuale situazione politica italiana. Come valuta questa fase pre elettorale?

«L’Italia è l’unico paese d’Europa che ha una crisi doppia, una crisi economica ed una crisi politica e le due non si sommano ma si autoalimentano come 2+2 fa 5, in quanto l’economia non è una variabile indipendente dalla politica e viceversa. La crisi specifica italiana è una crisi politica, in cui metà degli italiani si astiene e non vota. Persino in Sicilia ha votato solo il 47% considerando le schede bianche e nulle, il voto effettivo è stato del 40% e così chi ha “vinto” con il 30% in realtà ha vinto solo con il 12%. È evidente che l’astensione sia un diritto ma chi si astiene deve ricordare che è la crisi che non si astiene da lui. È la crisi che va a bussare alla sua porta e lo stesso vale per l’altro 20-25% del 40% che vota contro e contro ogni governo. Puoi anche votare contro ma devi ricordarti che così facendo diventi il migliore alleato, la quinta colonna, della speculazione finanziaria e della “concorrenza” internazionale. Ed è così che la crisi politica agisce ed influisce sulla crisi economica, aggravandola mentre l’Italia senza governo è sotto il potere straniero».

È innegabile che l’incertezza o l’instabilità politica possa agevolare la speculazione ma la crisi economica italiana è davanti agli occhi di tutti a prescindere dalle prossime votazioni…

«Vede, la crisi economica ha avuto origine ed ha sviluppo internazionale. Questo vale per tutti i paesi e non capisci quello che succede in Grecia, se ragioni solo Grecia su Grecia o Spagna su Spagna o Italia su Italia. L’Italia non ha causato la crisi ma all’opposto ne è stata la vittima. La crisi non è nata dai debiti pubblici ma dai debiti privati degli altri paesi. Si tende a guardare solo all’Italia ma così facendo si possono fare polemiche o strumentalizzazioni ma non si capisce nulla. L’Economist ha fatto la copertina indicando la Francia come prossima bomba. Centra qualcosa l’Italia o è un fenomeno più vasto?»

Se così è, allora il rivolgere l’attenzione altrove non è forse merito dell’attuale governo?

«Il governo Monti è stato inventato come governo della paura, per farlo e giustificarlo davanti agli italiani, serviva mettergli paura, purtroppo per gli italiani la paura ha funzionato e ha funzionato anche perché molte delle riforme di Monti non sono solo sbagliate ma mettono paura. Hanno creato un clima per cui nessuna compra, nessuno investe, nessuno assume o se lo fa, lo fa all’estero. Monti ha confuso il concime con il diserbante. Puoi tassare il reddito prodotto ma con le tasse non puoi impedire che il reddito sia prodotto. Puoi liberalizzare o puoi impaurire ma non le due cose insieme. Una macchia grigia sta scendendo sull’Italia, artefice prima del suo destino un governo grigio intriso di paura sta facendo paura all’Italia ed i soli che ci guadagnano sono gli speculatori finanziari ed i nostri concorrenti. Per fare paura, si è detto che l’Italia rischiava di saltare come la Grecia. La Grecia non è saltata e non salterà neppure l’Italia. L’interesse estero è a logorarci per comprarci, per spiazzarci. È così che fa comodo tenere l’Italia».

Mi scusi, ora lei critica duramente l’attuale governo ma non è stato forse a causa del predecessore che oggi abbiamo Monti?

«Guardi, per i tre anni in cui ho avuto la responsabilità ed il potere della politica economica italiana, lo spread medio è stato 113, oggi è 350 ma questo con la spinta della BCE, altrimenti sarebbe ancora a 500. Il deficit scendeva, il debito saliva meno che negli altri paesi, non c’è stato un giorno di sciopero generale, c’era coesione sociale ed è stata realizzata la migliore riforma delle pensioni in Europa, secondo l’Europa e così via. E queste cose non le dico io ma le ha scritte per tre anni Monti sul Corriere della Sera: “Tremonti ha tenuto i conti a posto… ha salvato l’Italia dal destino della Grecia… eccetera”».

Allora mi spieghi come mai è stato cambiato il governo?

«A luglio del 2011, le cose cambiano, perché a palazzo Chigi si decide una politica pressapochista ed avventurista, rinvio del pareggio, promessa sulle tasse poi manca la parola data in agosto e si arriva a casa. Per tentare di confermare la mia linea fui eletto presidente dei ministri dell’economia del Partito Popolare Europeo ma era ormai troppo tardi».

Secondo lei cosa avrebbe dovuto fare l’attuale governo?

«Fermo restando che il vecchio governo non poteva continuare e si doveva votare, il governo tecnico avrebbe dovuto produrre un miracolo. Sono arrivati come i Re Magi, dovevano portare l’oro, l’incenso e la mirra… la stabilità finanziaria, la crescita economica e la normalità politica. Dopo un anno vediamo che è stato il successo di un fallimento. Non sono riusciti in quel che volevano e sono riusciti in quel che non volevano. Non abbiamo la stabilità finanziarie, basta vedere gli spread, il debito pubblico è esploso, il deficit si allontana dal pareggio ed invece della crescita abbiamo 3 punti di recessione. Le riforme sbagliate di Monti hanno inoltre fatto esplodere il consenso di Beppe Grillo».

Però, andiamo oltre e concentriamoci su cosa lei ed il suo movimento “3L” proponente per uscire dalla crisi?

«Primum vivere, ridurre la dipendenza dal debito estero, comprare titoli italiani, come era una volta. L’Italia è un paese che importa debito ed esporta capitali. Tornare ai titoli esenti da ogni imposta presente e futura. Oggi noi esentiamo gli esteri e tassiamo gli italiani! E poi fare come la Germania. Non si osa dirlo, ma metà dell’economia tedesca è basata sulla banca dell’economia KFW. Dovremmo farlo anche noi, fondendo e potenziando Cassa Depositi e Prestiti e Sace. Creare perciò una banca dell’economia per l’Italia. Lo stesso Hollande, poco più di quindi giorni fa, ha detto che la Francia deve dotarsi di una banca similare mentre qui i politici italiani si occupano dei DICO. L’economia tedesca si è riformata quando ha portato i contratti di lavoro nelle imprese. Il 95% del PIL italiano è fatto da piccole imprese che devono applicare il contratto delle grandi, facciamo il contratto per la piccola impresa. L’IMU prima casa può essere azzerata, aumentando le imposte sulla finanza che sta aumentando i suoi profitti. In Italia + 8 miliardi in un solo anno, mentre l’IMU prima casa è solo di 3 miliardi e poi tutte le altre idee e proposte può leggerle su http://www.listalavoroliberta.it».

Essendo questa una rubrica anche finanziaria, vorrei soffermarmi sulle azioni della banca centrale europea. Quali conseguenze potrebbero avere?

«La finanza derivata e deviata, non è stata fermata. Sta di nuovo drammaticamente crescendo ed impaurendo. Era in rapporti di 12 a 1 rispetto all’economia reale del lavoro e della manifattura e ora sta di nuovo esplodendo con i connessi rischi. Le operazioni BCE fatte con la tecnica dei decreti Sindona, e già il nome la dice lunga, non riducono la massa tossica, la girano da una barca all’altra. Prima dalle banche agli Stati, ora dagli Stati alle banche centrali, quando l’esplosione avverrà, il conto lo pagheranno i cittadini con i loro risparmi. Perché nessuno vuole capire quello che si capì nel 1933 in America, ovvero che i risparmi dei cittadini non possono essere usati per coprire le perdite speculative della finanza. La legge del ’33 di Roosevelt è stata abrogata da Clinton nel ’99 e quella similare della legge bancaria italiana del ’36 è stata superata tramite il così detto decreto Draghi. Il mondo non sarà in sicurezza, se non si tornerà allo spirito originale di quella legge. Non è accettabile il perdurare dell’attuale sistema, vi deve essere divisione tra credito produttivo e speculazione, i risparmi dei cittadini devono essere usati solo per finanziare le industrie, i lavoratori, le imprese e le comunità. Se vuoi speculare lo fai a tuo rischio e pericolo, basta con i profitti privatizzati e le perdite socializzate».

Un’ultima domanda. Il suo movimento sarà presente alle prossime elezioni?

«La lista si presenterà certamente alle prossime elezioni nazionali e certamente non sarà da sola ed arriverà in parlamento per far sentire la sua voce, alta e forte».

da Prima Pagina del 26/11/2012
Fonte: http://www.listalavoroliberta.it/sito/?p=1671#more-1671

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