Ogni casa diventerà una fabbrica


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LE RIVOLUZIONI DELL’ECONOMIA DIGITALE
Le tecniche dell’Additive manifacturing cambieranno lavoro e consumi con prodotti ad hoc per ognuno. Comunità e nuova “democrazia industriale”: l’entusiasmo di Anderson, i dubbi di Bauman

Di GIANNI RIOTTA.

In un fumetto Anni Trenta del Corriere dei Piccoli, disegnato da Giovanni Manca, Pier Cloruro de’ Lambicchi, scienziato un po’ svitato, inventa l’Arcivernice che, spalmata su qualunque disegno o dipinto, ha il potere di renderlo vivo e concreto, animando la storia di Re, animali esotici, ricchezze ed armi. Al tocco dell’Arcivernice da una pagina, o una tela, diventano realtà.

Il sogno di de’ Lambicchi si chiama oggi «additive manufacturing», originale tecnica di lavoro che permette via printer 3d, stampanti tridimensionali, di creare prodotti a partire da un disegno, anche a distanza. Una stampante 3d può – istruita a dovere da un designer software – realizzare una tazza, una vite, un bicchiere, un giocattolo, come pure un’arma da fuoco. Il printer segue il disegno e, strato dopo strato, produce l’oggetto. L’industria aeronautica delle turbine, ad esempio, usa i printer 3 d per lamine così sottili che le macchine normali non riescono a plasmare.

Da questa novità Anderson fa discendere, come è proprio dei guru digitali, una fantastica catena di meraviglie sociali e tecniche che, al contrario delle stampanti 3 d, è poco concreta e, questa sì, molto «Arcivernice». Secondo Anderson la produzione digitale democratizzerà il lavoro, l’ideazione dei prodotti, la società, i centri urbani. Già oggi a New York ci sono aziende che mettono online le idee, siano di ingegneri o di dilettanti, e quando un prodotto ha – come su Facebook – un certo numero di «like», apprezzamenti, va davvero sul mercato. Ai tempi dell’auto Modello T di Ford, ciascuna vettura era uguale all’altra. Nel mondo «additive» ogni prodotto sarà diverso e scelto per democrazia industriale.

Prima che il lettore si lasci trasportare dalla foga di Anderson, legga in parallelo il saggio di Neil Gershenfeld How to make almost anything («Come produrre quasi tutto») sulla rivista Foreign Affairs. Gershenfeld, professore al Massachusetts Institute of Technology, è uno dei pionieri della rivoluzione in corso, realizzando i processi che faranno di ogni casa una fabbrica. E ci mette in guardia: la tecnologia 3d, per quanto affascinante sia vedere nascere sul tavolo da cucina la tazza che abbiamo disegnato da noi, non ha ancora i volumi per essere economica. Vero che un gruppo di studenti ha costruito una canoa con la stampante, ma su dimensioni industriali i conti economici non tornano. I veri metodi di produzione digitale, che rivoluzioneranno il mondo, non finiscono nel tinello, sono quelli usati oggi alla Rolls Royce, o alla Boeing, dove la distinzione tra manager, ingegnere, tecnico e operaio è scomparsa, e il lavoratore torna ad essere «unico» come in una bottega del Rinascimento.

Leggi il resto: http://www.lastampa.it/2013/01/21/cultura/tuttolibri/ogni-casa-diventera-una-fabbrica-iuLuD8RqJb0LoSWgnLpkZJ/pagina.html

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