WALL STREET SFORNA IL SUO NUOVO MOSTRO DI FRANKENSTEIN NELL’IMMOBILIARE


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L’ingegno di Wall Street si rituffa nel mercato immobiliare. Il suo ultimissimo prodotto è una vera diavoleria, un titolo sinteticamente strutturato del tipo di quelli che hanno contribuito a far saltare in aria l’intero sistema finanziario nel 2008. E’ simile a quei titoli ipotecari a tripla A che sono diventati rifiuto tossico nei portafogli titoli “equivalente mercato/denaro”, o nel vostro 401(k) o nel portafoglio di una città in Norvegia – ancora peggio.

Per concludere l’affare, il gigante dei titoli privati Blackstone Group si è messo in combutta con la Deutsche Bank (quel gigante impossibile da ammanettare), che è già sommersa in Germania da una valanga di questioni legali, scandali, svalutazioni e cancellazioni di ogni genere.

Blackstone è sempre stata in prima fila nel mercato immobiliare, trangugiandosi (1) fino a 32,000 unità abitative per un totale di 5,5 miliardi di dollari, ovunque gli fosse possibile, alle aste immobiliari organizzate praticamente sulle scalinate dei tribunali in tutto il paese, nella speranza di una rivalutazione sul mercato e di lucrosi affitti.
La Deutsche Bank è stata la prima fra tutte a finanziare questa cuccagna, emettendo prestiti fino a 3,6 miliardi di dollari.

C’erano anche altre parti in gioco: American Homes 4 Rent ha acquistato 19,000 unità abitative, Colony American Homes ne ha prese 18,000, Silber Bay Realty Trust 5,370, Waypoint Homes 4,620, American Residential Properties 2,530…. In totale, fondi privati, d’investimento immobiliare e speculativi hanno guadagnato dal 2011 più di 17 miliardi di $ (2) per acquistare più di 100,000 unità abitative vuote e sgomberate (chissà cosa succederà alle loro “sorellastre”, i fondi ipotecari…. Se scoppia la bolla grossa, salta tutto) (3).

Un numero infinito di piccole società, genitori desiderosi di fare investimenti per i figli ed altri investimenti privati, tutti si sono gettati nella mischia, tentando di accaparrarsi qualsiasi cosa gli capitasse tra le mani alle aste immobiliari. Frenetici messaggi alla radio hanno promesso ancora una volta ricchezze da capogiro in campo immobiliare. Tentare la sorte è ritornato di moda. Tutte le follie di cui ci eravamo finalmente liberati dopo il crollo finanziario sono tornate, ma questa volta in pole position troviamo le grandi società con accesso al denaro gratuito della FED.

Tutti alla folle ricerca di case all’asta. Ogni volta che ne comprano una, questa passa silenziosamente dalla super osservata lista delle case all’asta a quella pietosamente ignorata delle case in affitto. E ora i prezzi immobiliari salgono vertiginosamente anno dopo anno, proprio come nel 2006, a rischio di crollare definitivamente.

Ma la seconda fase di questa straordinaria strategia compra-e-affitta – cioè mettere in affitto una casa – è diventato un bel grattacapo. In generale, le percentuali di unità abitative disponibili sono scese all’8,2% nel secondo trimestre (4), il livello più basso dal 2001. Ma questo dato è dominato dagli appartamenti. Le case indipendenti acquistate all’asta, spesso delle vere e proprie bettole, occupano una posizione ben diversa. Dal 30 Giugno è stato dato in affitto solo il 48% delle proprietà di American Homes 4 Rent, secondo dati riportati da Bloomberg (5). E altre società stavano più o meno nella stessa situazione. “Il numero delle unità occupate, del 50% circa, non è sufficiente per dare un segnale certo che questo modello di lavoro funzioni” ha detto Jade Rahmani, un analista di Keefe Bruyette & Woods Inc. Dunque, come riuscire a spremere ulteriormente questo limone?

Vendere case in un mercato in cui i nuovi compratori stanno diventando merce rara – 29% a Giugno (6) , il 40% in meno di un mercato in salute – proprio quando gli alti tassi ipotecari stanno iniziando a scontrarsi con spumeggianti prezzi immobiliari? Non è una buona idea. Invece, scarichiamo un po’ di carta. Con questo spirito, Blackstone ha in mente di convertire i pagamenti mensili degli affitti di 1500/1700 sue case in un prodotto strutturato sinteticamente che la Deutsche Bank affibbierà a suoi malcapitati clienti, “gente familiare con questo tipo di cose”, avrebbero detto al Wall Street Journal. (7)

Essendo questo un fenomeno nuovo, non ci sono dati che possano confermare che chi occupa la casa sia un buon pagatore e quanto intenda restarci prima di trasferirsi altrove, lasciandole nuovamente vuote. Blackstone, una società che normalmente gestisce titoli privati, è diventata un grande proprietario immobiliare, con 32.000 unità sparse in tutto il paese. Ora è impegnata a sistemare gli impianti di riscaldamento, rifare i tetti e le tubature e cercare di riscuotere affitti in ritardo. Se gli affittuari non sono soddisfatti con la manutenzione, o se sono senza soldi, smettono di pagare l’affitto, mentre altri si trasferiscono senza una ragione specifica. Gli inquilini sono molto più volubili dei proprietari.

Ma gli investitori assetati di guadagni sono stati portati all’esasperazione, e sono pronti a correre un rischio, qualsiasi rischio, pur di guadagnare, e sarebbero disposti persino a tapparsi il naso e a prendersi un po’ di questa roba nuova: sarebbe comunque il primo affare di questo genere, magari il guadagno è più alto del solito… E’ come l’irresistibile canto delle sirene. Ulisse, quando si trovò in una situazione simile, si riempì le orecchie di cera e chiese all’equipaggio della sua nave di legarlo all’albero maestro.

Per quanto riguarda poi le persone “familiari con queste cose”, l’impegno iniziale non è poi così grosso. forse 275milioni di $. La tranche maggiore può sperare al massimo in una “A” da parte delle agenzie di rating che ebbero l’ardire di affibbiare una “A” anche a quei titoli ipotecari spazzatura anche quando il mercato immobiliare stava sprofondando. La carta potrebbe anche essere sostenuta da 350 milioni di $ in titoli e proprietà immobiliari – alle attuali valutazioni ballerine. Anche i titoli ipotecari erano sostenuti da proprietà immobiliari. Sulle nostre teste pende la spada di Damocle della “Bolla Immobiliare n.2”. Stavolta con una piccola variante: ora c’e’ in ballo un sacco di denaro, che ha fatto impennare i prezzi e reso inaccessibile il mercato ai nuovi compratori.

Ora che si stanno accumulando i rischi, con il 50% di unità immobiliari vuote e con i tassi d’interesse che lievitano ovunque nel mondo, i grandi investitori iniziano a scalpitare. E’ tempo di scaricare i rischi su qualcun altro. E’ il tipo di mossa – suggerita dalla FED – che abbiamo visto fare dai cervelloni di Wall Street così tante volte, e sempre con impeccabile tempismo. Per un pò funzionerà, poi il sacco verrà lanciato a qualcun altro.

Uno degli altri grandi beneficiari della FED, Amazon, ha spostato il fulcro della sua macchina promozionale su un terreno più ambizioso, sfruttando al massimo la visita del Presidente Obama a uno dei suoi uffici, durante la quale il Presidente ha pronunciato le parole “dei migliori affari” per “la classe media”. La visita si è svolta in perfetta sincronia con la dichiarazione da parte di Amazon di voler creare 7,000 nuovi posti di lavoro. Crearli dal niente. Una delle peggiori menzogne che circolano nell’attuale crisi occupazionale statunitense. Si legga: The American Jobs Curse At Amazon (And Obama Stepped Right Into It)(8)

Fonti: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12154&mode=thread&order=0&thold=0
http://www.testosteronepit.com
Link: http://www.testosteronepit.com/home/2013/7/31/wall-street-engineers-newest-frankensteins-monster-for-housi.html
2.08.2013

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

NOTE

1) http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324170004578638093802889384.html
2) http://www.bloomberg.com/news/2013-07-31/american-homes-4-rent-tests-housing-reit-market-with-ipo.html
3) http://www.testosteronepit.com/home/2013/7/10/mother-of-all-bubbles-pops-mess-ensues.html
4) q213.press.pdf
5) http://www.bloomberg.com/news/2013-07-31/american-homes-4-rent-tests-housing-reit-market-with-ipo.html
6) http://www.realtor.org/news-releases/2013/07/june-existing-home-sales-slip-but-prices-continue-to-roll-at-double-digit-rates
7) http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324170004578638093802889384.html
8) http://www.testosteronepit.com/home/2013/7/30/the-american-jobs-curse-at-amazon-and-obama-stepped-into-it.html

  1. #1 di Claudio Bellora il 5 agosto 2013 - 14:29

    Chiedo scusa ma c’è una errata corrige. Nella prima riga bisogna aggiungere, dopo ‘riempì’ “le orecchie con”.
    La rete mette fretta, purtroppo.

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  2. #2 di Claudio Bellora il 5 agosto 2013 - 14:26

    Per la precisione poetica, e filosofica, Ulisse non si riempì i tappi di cera. Curioso com’era lui il canto delle sirene voleva sentirlo, eccome. La cera la fece mettere ai suoi compagni che così poterono continuare indisturbati il loro lavoro di remi, mentre egli, legato strettamente all’albero sentiva tutto il fascino del canto ma era impossibilitato a seguirlo. La sua umanissima astuzia non ci ha mai delusi, insieme con la sua inesausta sete di conoscenza.

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