Un pericolo mortale: il non ascolto!


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by Giovanni Carlini
All’agenzia del turismo di Napa Valley entro esprimendo il mio disagio: le wineries, che sono venuto appositamente a visitare da San Francisco, non sono indicate sulla strada mezzo cartelli o indicazioni, creando così un problema d’identificazione e scelta che mi consenta di capire cosa sto cercando.
L’operatore (giovane, forse troppo per il ruolo) non prende atto della critica, ma indica un altro percorso (a nord di Napa Valley dal nome Silverado trail) dove si trova la massima concentrazione di wineries. Capisco di non avere un interlocutore di fronte a me, raccolgo l’informazione ed effettivamente trovo e visito diverse wineries in successione. Il rammarico è per aver potuto studiare solo la vetrina di Napa Valley e non le realtà più genuine che non hanno capito quando importante sia l’indicazione stradale per raggiungerle!
Cambiando contesto, ora l’esempio su cui riflettere proviene da Portland nell’Oregon (prima il riferimento era dalla California). L’Hampton Inn è uno dei diversi brand della famiglia alberghiera Hilton. Da 10 anni mi appoggio all’Hilton per dormire, notte dopo notte, nelle diverse località statunitensi. Il motivo è per un ottimo rapporto prezzo/qualità (nonostante il brusco aumento di quest’estate 2013 per cui riesco, ma con fatica, sotto i 200 dollari ad avere ancora una suite con 2 camere da letto, 2 bagni e la cucina, azzerando i costi di ristorazione e potendomi cucinare le cow boy steak a me molto care).
Ebbene utilizzando solitamente la catena Homewood (quella con le suite) spesso mi devo accontentare dell’Hampton che ha le solite camere d’albergo. Nell’Homewood, oltre all’uso della cucina concessa ai clienti dalla struttura della camera, dal lunedì al venerdì l’albergo offre, nel locale colazioni, l’event, ovvero un essenziale livello di ristorazione con primo, secondo, contorno, birra e vino. All’Hampton di Portland, nei pressi dell’aeroporto, oggi stanno sperimentando l’idea d’offrire qualcosa da mangiare, alla sera, agli ospiti, quando da 10 anni questa esperienza è stata già vissuta con successo dall’Homewood.
Si tratta di un particolare che conferma l’assenza di comunicazione all’interno del gruppo alberghiero Hilton, dove non c’è scambio d’esperienze tra i diversi brand e quindi assenza di sinergie (costi di gestione più alti).
Cosa trarre da questi esempi?
Un ultimo e terzo spunto di riflessione. Una coppia d’imprenditori italiani che conosco da anni, litiga in maniera tale che potrebbero lasciarsi.
Perché si scontano?
Oltre gli abituali riti di coppia, di fatto l’uno non ascolta l’altro essendo caduti nella dimensione del monologo ripetuto quotidianamente. In questo caso non si parla più d’assenza di sinergie, ma di distruzione della serenità e del rapporto.
Arriviamo alla conclusione.
Per una migliore qualità di vita serve aprire le orecchie e il cuore fermandosi a pensare. Troppa gente “ha fretta” o si limita a guardare (qui l’abuso d’internet è clamoroso) senza osservare, capire e pensare.
I tempi di maturazione della mia generazione (oggi cinquantenni) sono di una settimana. Ovvero si sale di livello (se si pensa e studia con meditazione) nell’arco di una settimana. I ragazzi invece, grazie all’eccessivo uso del solo istinto visivo, richiedono dai 15 ai 20 giorni per scattare di livello nella capacità di comprensione. Questo raddoppio e a volte triplicazione nel tempo d’apprendimento per acquisire un livello superiore d’analisi, comporta un rallentamento nelle capacità umane da cui, di conseguenza anche il 42% tra separazioni e divorzi, che aggravano la vita sociale italiana. Come se ne esce da una trappola d’apparente benessere celando un male?
La conflittualità di coppia deriva soprattutto dall’aver spento ogni capacità di ricezione e ascolto dal partner. Il meccanismo è lo stesso per le imprese. C’è gente che scrive alle aziende proponendo idee e ipotesi e le segretarie smistano la posta/email nel cestino con risposte pro-forma.
La crisi? È dentro di noi! Se ne esce? Certo, ma non gratuitamente, perché serve pagare il prezzo per un nuovo livello di maturità, di cui però non se ne vedono le tracce.

La mia firma:
un sociologo economista.
Per leggere gli appunti consulta il http://www.giovannicarlini.com
La presentazione: http://youtu.be/VFMuK1ijjiI

  1. #1 di mariarosa il 7 ottobre 2013 - 11:16

    articolo molto intenso che penso ogni giorno, ovvero letto mi offre spunti di riflessione giorno per giorno

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  2. #2 di mina il 4 ottobre 2013 - 20:50

    stupisce per la sua semplicità e chiarezza – Mina

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  3. #3 di maria carmen cortesi il 4 ottobre 2013 - 11:30

    verissimo! come sarebbe semplice se ascoltassimo per primi e trovassimo persone capaci di ascolto…ma sono poche davvero le persone che al giorno d’oggi si impegnano ad ascoltare…questo si impara in famiglia, sui banchi di scuola e si applica nella vita di tutti i giorni…ma bisognerebbe rieducare la maggior parte delle persone…sarà possibile?
    carmen

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