LA DIMENSIONE NASCOSTA NELLA SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA


NEWS EDITORIALI da Edizioni LWS Lean Workspace!
E’ finalmente disponibile il nuovo saggio di Roberto Fiorini, presto in tutte le librerie, dal titolo:

LA DIMENSIONE NASCOSTA NELLA SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA Ovvero: Prossemica nell’Era digitale. Regole relazionali e convenzioni culturali nella società liquida globale.

Dalla Postfazione di Loretta Secchi:

Il saggio di Roberto Fiorini è unLULU manuale agile e al tempo stesso un invito alla lungimirante decifrazione delle strutture cognitive e interiori conquistate e determinate dall’uomo post-moderno. Muovendo sistematicamente dalla lezione di Edward T. Hall e dei massimi esponenti dell’antropologia e della fenomenologia del secolo scorso, quali Marshall McLuhan e Bruce R. Powers, Fiorini illustra come sia possibile, attualmente, una riconsiderazione critica dei fondamenti teorici in materia di media, comunicazione e massificazione dei linguaggi: temi quanto mai attuali se pensiamo a cosa sia diventata oggi la comunicazione interpersonale e collettiva, e di riflesso la condizione esistenziale della cosiddetta società liquida globale.

L’esegesi critica dell’autore offre infatti, tanto allo studioso, quanto al neofita, strumenti di analisi e difesa indispensabili per interpretare in una forma più profonda il rapporto dell’essere con la natura diretta, e fisica, delle relazioni, ma anche con la trasformazione virtuale, oggi imperante, della comunicazione, e di riflesso con la condizione del corpo nell’inesorabile traduzione dell’esperienza in rappresentazioni verbali destinate a inibire, se non addirittura a sostituire, in buona parte, le esperienze fisiche fondanti la vita e la memoria del corpo, con il rischio di compromettere nell’individuo le facoltà emozionali, cognitive e creative della mente.
Un linguaggio, dunque, capace di restituire il significato più sottile della “dimensione nascosta”, entro e oltre le regole sociali a cui obbediamo e le analisi sociologiche a cui rispondiamo: leggi e configurazioni comportamentali da sempre soggette a variabili culturali e psicologiche proprie all’appartenenza personale, collettiva e individuale, entro l’idea mai logora di relazione tra esistere ed essere.
La sintesi compiuta da Fiorini avviene, dunque, su due livelli correlati: quello dell’espressione e gestione pratica dello spazio e del tempo, per una ricostruzione storica dei linguaggi verbali e corporei, e quello della ricaduta che ciò comporta nell’ambito della sfera psichica, in relazione alle appartenenze etniche, sociali e culturali, funzionali a comprendere genesi e sviluppi della significazione dello spazio e del tempo nella comunicazione intersoggettiva.

La corrispondenza tra prossemica agita e prossimità relazionale interiorizzata serve a ripercorrere la storia dei rapporti umani attraverso la valorizzazione e l’intercettazione dei rischi che corriamo, nella nostra società, di compromettere il ruolo fondativo del dialogo, se trascuriamo le regole della comunicazione, e quindi se non percepiamo più l’estensione di senso della conoscenza, intellettuale e sensibile, per imprudente consegna ai soli linguaggi virtuali.
Seguendo l’articolata analisi dell’autore, questo saggio offre una ricostruzione storica della genesi dell’intelligenza connettiva e collettiva, all’origine delle teorie anticipative di McLuhan, per approdare a un’estensione di senso della condizione stessa del vivere l’idea di relazione in ogni atto esistenziale, per andare verso un’ergonomia del pensiero consapevole della necessaria applicazione e amministrazione igienica della tecnologia, in genere, e nello specifico di quella digitale, con uno sguardo ottimista e propositivo rivolto alle potenzialità delle realtà immersive e polisensoriali, quali forme di rieducazione al sentire e all’agire integrato di sensi e intelletto.

La consapevolezza del ruolo risolutivo di un galateo comportamentale, indispensabile in tempi di adattamento ai linguaggi virtuali, conduce il lettore a riflettere sulla trasformazione del rapporto dell’individuo, e della collettività, con le coordinate spazio/temporali del nostro vivere e manifestarci al presente, in relazione al passato e a ciò che riserverà il futuro nella società liquida. Tale coscienza richiede necessariamente una riconsiderazione della qualità del tempo dell’azione, in rapporto al rischio di spreco, accumulo di informazioni, reiterazione superflua delle comunicazioni, sovrapposizioni confusive di contenuti, e rischi di riduzione della qualità della percezione, cognizione e interpretazione dei saperi.

Merito di questo lavoro di sistematizzazione è l’aver saputo segnalare vantaggi e svantaggi dell’era digitale, attraverso una trattazione pratica, tecnica e mirata, orientata a una visione inclusiva, e umanistica, delle opportunità offerte dalla cultura digitale. Si tratta dunque di un’analisi esente da ogni inappropriato entusiasmo o stigmatizzazione preconcetta della vita in rete. Ciò che Fiorini indaga è il potenziale della tecnica e della tecnologia applicata alla sfera lavorativa, sociale, e privata, se essa si innesta sulla coscienza e quindi sulla facoltà inalienabile dell’intelligere umano: collettivo e individuale, pubblico e privato, e lo fa ripercorrendo le generazioni che, nel corso del Novecento, hanno affrontato l’alfabetizzazione alla tecnologia informatica, per giungere all’oggi, quindi all’era digitale dei nostri giorni.

I modelli di rappresentazione delle categorie spazio/temporali, nella relazione attiva tra soggetti immersi in una attività esistenziale che ha luogo e durata, costituiscono pertanto uno dei cardini della presente ricerca. L’autore osserva le variabili sopraggiunte nella concezione che l’uomo ha delle distanze fisiche e psicologiche nella costruzione delle relazioni e dei significati ad esse attribuiti, coscientemente e inconsciamente. Il capitolo dedicato alle relazioni virtuali è la dimostrazione di una presa di coscienza delle ragioni psicologiche e dei mimetismi a cui l’essere umano si consegna una volta abdicato all’esperienza diretta nel rapporto interpersonale, e reale, fatto di concretezza dell’ascolto reciproco, intuizione, confidenza, corrispondenza e sensibilità. Solo la costruzione effettiva dello spessore di una relazione, nella cura e conservazione dei sentimenti, ci permette infatti uno sguardo in prospettiva che concorre a un progetto di consapevolezza, crescita e continuità affettiva.

Il valore indiscusso del saggio di Fiorini risiede pertanto nell’incisività di un’analisi lucida e documentata del mutamento dei costumi e degli esiti generati dalla repentina trasformazione delle abitudini e dell’educazione nella comunicazione, in termini di ritmo di vita e rispetto reciproco nelle relazioni.
Le violente trasformazioni linguistiche e formali a cui assistiamo, più o meno passivamente, anche consapevoli di un inarrestabile degrado umano, ci devono aiutare a indagare le infinite metamorfosi dell’essere e la rapidità con cui ci adattiamo ai linguaggi predatori e voraci, assestandoci ma anche omologandoci sull’immediata comodità, estinguendo così ogni sfumatura linguistica e sensibile. L’autore, accogliendo scientificamente pensiero passato e presente, tra valore storico delle teorie del secolo scorso e vigile aggiornamento, analizza, interpreta, e rielabora, la storia della comunicazione per dirci come sussista, ontologicamente, nell’essere umano, una conservazione di principi di ordine universale, solo apparentemente obnubilati dall’uso sovradimensionato delle tecnologie.

Biografia dell’autore Roberto Fiorini; vetrina autore.

Il saggio sarà disponibile a breve in tutte le librerie. Per acquistarlo direttamente, puoi cliccare qui!

 

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