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Se siete managers o imprenditori, vi sarete certo domandati come fare per combattere contro la perdita di competitività della vostra società dovuta all’innalzamento del costo del lavoro e la competitività internazionale , i costi della materia prima in aumento, le banche che non aiutano l’impresa ecc..?

Bene (potremmo dire anche “male”: tanto non cambierebbe la situazione…).

Se così è stato, le ricette (a parte la delocalizzazione, che però sappiamo generare altri problemi) possono essere tante ma avendole provate personalmente quasi tutte,  non vedo altre indicazioni strategico-organizzative, diciamo di basso costo e massima resa, che questa: “L’impresa dovrà necessariamente diventare più efficiente: dovrà infatti imparare a produrre di più e meglio, diciamo (per porci un obiettivo etico e sociale), con lo stesso numero di dipendenti”.

Ma come è possibile farlo? Esiste un metodo pratico, rapido ed efficace senza stravolgerne il modello organizzativo con gli enormi costi e rischi che esso comporta?

Sì, esiste ed è (teoricamente) abbastanza semplice: “Valorizzando e rendendo più efficiente l’ambiente lavorativo e di conseguenza le risorse umane: unica variabile in grado di “fare la differenza” in un contesto (come quello attuale) commercialmente drammatico ed ipercompetitivo.”

Ma perché operare sull’ambiente? Semplice: perché “chi lavora bene rende meglio”…

Alcuni dati: uno studio di una importante business school afferma che: “gli uffici sono organizzati secondo criteri utilizzati nelle fabbriche più di 30 anni fa”. Eppure nella maggior parte delle aziende i costi associati alle attività di ufficio sono compresi tra il 60 % e l’80 % dei costi complessivi.

Negli USA la società di rating Frank Russel ha analizzato il ritorno degli investimenti (in Borsa:1998>2004) delle 100 società della classifica Gptw (Great place to work) con le 500 imprese quotate dalla Standard & Poor’s e le 3000 PMI dell’indice Russel. Risultato: 100 $ investiti nel 1998 in azioni delle imprese della Gptw ora valgono 109,56$. Quelle della S&P 103,81 $; quelle delle PMI della Russel 103,99 $ (dati Economy 08/04).

Non basta?

Ci sono alcune domande che è bene allora farsi per far scendere quel velo di scetticismo che “percepiamo” (siamo dotati di poteri paranormali!) pervenire da voi in questa fase della lettura :

1. Siete certi di avere un ambiente di lavoro che favorisca le performance delle vostre risorse?

2. Avete mai calcolato di quanto potrebbe aumentare il rendimento dei vostri collaboratori in un ambiente di lavoro progettato secondo criteri ergonomici tesi a favorirne le performance?

3. Oppure: avete idea di quanto possa essere inefficiente un ambiente di lavoro, dove una serie di parametri ambientali non sono rispettati o tenuti in considerazione?

In sostanza: che scopo ci prefiggiamo di raggiungere, con voi, attraverso il nostro lavoro?

Vorremmo cercare di aiutarvi spiegandovi come sia possibile, attraverso metodi semplici e chiari nel loro genere (o da noi ritenuti tali), analizzare il livello di performance operativa dei vostri gruppi di lavoro.

Recenti studi affermano che le attività a reale valore aggiunto in ufficio non superano oggi il 5% delle ore lavorative e che, mediamente, un impiegato subisce più di 70 interruzioni al giorno.

Inoltre, i riflessi negativi della cosiddetta “Società della Conoscenza” sulle persone, sono l’ansia di adattamento a situazioni in continua evoluzione, e problemi di disorientamento causati dal sovraccarico cognitivo che non lascia il tempo a valutazioni qualitative sul lavoro che si svolge.

Oggi è possibile porre fine a tutto ciò in una nuova chiave “etica” per ricostruire le imprese della II modernità combattendo gli sprechi e fidelizzando la forza “intellettuale” delle imprese: i cosiddetti “colletti bianchi”.

Noi aiutiamo le imprese ad affrontare le problematiche dell’efficienza nel mondo dell’ufficio partendo dalle fondamenta esistenziali dell’uomo ed analizzando tutte le molteplici perturbative che ne affliggono il compito lavorativo attraverso un percorso di rilettura dello spazio esistenziale che vuole restituire alla persona una nuova dignità intellettuale, più umanizzata e meno approssimativa.

Lo spazio di relazione viene affrontato, dal micro al macrocosmo, analizzando tutti i livelli di interazione tra l’uomo ed il suo ambiente di lavoro. Partendo radialmente dal mondo degli oggetti, del corpo, della dimora lavorativa, del contesto urbano, fino ad arrivare al paesaggio-azienda. La relazione tra i vari livelli viene ricostruita da zero in una logica contestuale che tocca aspetti storici, psicologici, ergonomici, prossemici ed ambientali generando le fondamenta di una nuova disciplina che abbiamo definito, parafrasando i concetti di “Lean” dell’era efficientista della prima modernità: Lean Workspace Activities.

Il fine è definire le nuove regole per il recupero dell’efficienza, attraverso la generazione di benessere psicofisico.

Noi ci rivolgiamo a 360 gradi a tutti gli operatori grandi e piccoli del settore (imprese private e pubbliche) ma anche a chi ha un semplice ufficio popolato di pochi ma preziosi collaboratori, nel tentativo di diffondere nell’era della Knowledge Society, una coscienza di “efficienza sostenibile” legata a principi etici, spaziali e di benessere ambientale.

Se userete le prescrizioni contenute nelle nostre pubblicazioni, sarete in grado di porre in essere gli opportuni rimedi per ottimizzare il vostro ambiente lavorativo e renderlo compatibile con le vostre risorse. Nell’obiettivo di ridurre consapevolmente a “zero” il calo di rendimento migliorandone l’ergonomia ed il benessere ambientale.

Se non ce la farete da soli, potrete sempre partecipare ai nostri corsi, o accedere ai nostri pacchetti di consulenza diretta. Oppure mandarci una mail o telefonarci. Saremo qui a rispondervi.

Buon Lavoro!

Contatti:   www.leanworkspace.com   e-mail: info@leanworkspace.com

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